giovedì

TEORIA E PRATICA DEL COMPLOTTO

Di Antonella Randazzo




Il termine “complottisti” viene oggi utilizzato con toni assai dispregiativi, ad indicare alcune persone che denunciano l’attuale sistema come dovuto al potere criminale di uno sparuto gruppo di persone. Tale denuncia risulta essere, per il potere costituito, assai dannosa, poiché mirerebbe a rendere le persone comuni coscienti di non avere alcun potere politico o finanziario. Per questo motivo, coloro che denunciano questo stato di cose vengono coperti di etichette o nomignoli atti a spostare l’attenzione su particolari irrisori o su aspetti personali, al fine di minimizzare le loro denunce o di renderle poco credibili.
C’è da interrogarsi su quest’esigenza di etichettare persone che ad un certo punto della loro esistenza scoprono che le guerre non vengono fatte per “portare democrazia”, che alle autorità politiche non frega un baffo se loro hanno un lavoro decente oppure no, che la storia insegnata a scuola non la conta giusta sul potere che i grandi banchieri-imprenditori hanno avuto nel provocare determinati eventi, o che la scienza ufficiale non lavora sempre a favore degli esseri umani. Queste persone si sono rese conto, con non poco sconcerto, che quello che accade in ambiti finanziari, economici o politici non è esattamente come lo raccontano i mass media.

Dunque, le persone che scoprono agghiaccianti verità e cercano di diffonderle, vengono bollate come “complottiste” e descritte come persone poco equilibrate, inclini a vedere intrighi ovunque e a credere in cose non dimostrabili.
In altre parole, la denuncia di una realtà evidentemente non libera poiché dominata da un gruppo di persone, viene resa come una mania di persecuzione o associata a frustrazioni personali, o all'incapacità di adattarsi e di essere come tutti gli altri.

Sta di fatto che non è possibile smentire chi sostiene che oggi il mondo è dominato da poche persone, e che milioni e milioni di persone soffrono o muoiono a causa di questo iniquo potere. Non si tratterebbe in realtà di teorizzare un “complotto”, come disse Kenn Thomas: “Lasciate perdere la ‘teoria del complotto’. E’ tutto un complotto, nessuna teoria”.(1)

Prima o poi tutti si troveranno di fronte alle contraddizioni stridenti del sistema e non potranno più ignorare l’evidenza, comprendendo che spesso non si crede ad alcune verità semplicemente perché si è ricevuto un determinato condizionamento.
Credere che l'apparenza neutrale dei mass media sia vera significa credere che dietro non vi sia alcuna ideologia, e che dunque non siano utilizzate tecniche per inculcarla ai cittadini. A molti ciò sembra sciocco. Eppure quando qualcuno solleva la questione del controllo mediatico da parte di un ristretto gruppo di potere, fatto verificabile, lo si accusa di "complottismo" o di essere strano, di vedere cospirazioni ovunque in quanto persona ideologizzata. In altre parole, l'ideologia imposta implicitamente dal potere dominante diventa "verità" indiscussa e indiscutibile, ovvero entra a far parte della forma mentis comune. Mentre la verità del sistema denunciata da persone comuni che sfuggono a tale forma mentis, diventa ideologia paranoica.

L’esistenza di banchieri-imprenditori feroci e criminali è quanto di più dimostrabile ci possa essere, mentre sfido chiunque a dimostrare che in Italia (e in molti altri paesi) esisterebbe la fantomatica “democrazia”, ovvero la reale sovranità politica e monetaria del popolo.
Se poi il gruppo in questione viene chiamato “massonico”, "stegocratico", di “banchieri” o in qualsiasi altro modo non cambia affatto la realtà che crea e che sta sotto gli occhi di tutti: ovvero la povertà dovuta all’usurpazione delle ricchezze dei popoli, l’oppressione, le guerre per le risorse e per il potere, il controllo dei media e delle produzioni culturali per evitare che i popoli si evolvano come potrebbero, ecc.
Se ogni persona condannasse tale sistema di potere, rinunciando a sostenerlo e ad accanirsi contro chi cerca di capirlo nella sua vera realtà, sarebbe possibile creare un mondo migliore.

La parola “complotto” significa “congiura”, “intrigo”, e indica l’organizzazione di un qualcosa per danneggiare qualcuno. Si parla di “teoria del complotto” quando si ritiene che gli eventi più significativi - politici, economici, finanziari, mediatici o di altro genere – siano da rapportare ad un gruppo di personaggi che ha interesse a proteggere il suo potere o ad accrescerlo.
Il punto principale è: il sistema di potere attuale è nelle mani del popolo e dunque a vantaggio di esso, o no?

E’ possibile provare che un gruppo privilegiato può creare determinati eventi in virtù del potere acquisito.
Ad esempio, quando sono state fatte le privatizzazioni non sono state le comuni famiglie italiane a poter acquistare un’azienda pubblica, ma personaggi dell’establishment sostenuti dai banchieri.
Nessuno pensa che le persone comuni abbiano lo stesso potere di un banchiere o di chi controlla grandi corporation, eppure si addita a paranoico chi sostiene con sicurezza che da questa disparità di potere derivino una serie di eventi architettati allo scopo di proteggere il potere vigente e di mantenere i popoli sottomessi.

I “complottisti” sarebbero dunque non le persone che smascherano la congiura, come viene erroneamente detto, ma coloro che organizzano azioni per danneggiare gli altri valendosi di “fantocci” che manovrano come vogliono.
Lo scrittore Roberto Quaglia cerca di rendere più chiaro il concetto di “complotto”:

“Tutti crediamo di sapere cosa sia un complotto, o una cospirazione. Così come tutti crediamo di sapere cosa sia un cospiratore. In realtà, come vedremo tra poco, queste parole hanno lievemente mutato significato nelle nostre menti, rispetto al loro significato originario, e adesso vogliono dire qualcos’altro. La differenza è piccola, ma, come vedremo, sostanziale. Il fenomeno diventa più facilmente visibile e comprensibile se alla parola complotto (o cospirazione) aggiungiamo il vocabolo «teoria». Tutti noi sappiamo anche cosa è una teoria. Eppure, l’espressione combinata «teoria del complotto» significa qualcosa di sostanzialmente differente da ciò che dovrebbe significare. In inglese è anche più evidente. Provate a menzionare l’espressione Conspiracy theory ad un qualsiasi individuo anglofono appena appena erudito e vedrete nel 99% dei casi un sorrisino ironico dipingersi sul suo viso. Non lasciatevi disarmare. Insistete nel vostro esperimento e provate a pretendere di raccontargli di una cospirazione realmente avvenuta o addirittura in atto. Il sorrisino del vostro interlocutore con tutta probabilità si arricchirà di tutti gli altri semantemi espressivi della commiserazione: nel migliore dei casi verrete osservati con il compatimento che naturalmente si destina al solito tapino squilibrato che cerca di propinare al prossimo la strampalata farneticazione paranoide di turno… la parola «cospirazione» ha nel tempo smarrito il suo significato originario, soprattutto nella lingua inglese. Conspiracy ormai non è più un vocabolo serio che voglia dire ciò che il dizionario pretende che esso significhi. Conspiracy è ormai un vocabolo che contiene in sé anche l’accezione della propria falsità… Se alla parola Conspiracy aggiungete anche il vocabolo Theory (teoria), la frittata è completa. Il concetto di teoria, associato a quello di cospirazione, suggella in modo pressoché definitivo la falsità di quanto venga ipotizzato. Si scrive Teoria della Cospirazione, si legge Teoria Falsa e Paranoide della Cospirazione… Invece, oggi si parla comunemente, e a sproposito, di Teoria della Cospirazione. Tutto ciò è curioso. Per caso o per dolo, il semantema che per secoli o millenni ha significato il concetto di cospirazione adesso virtualmente significa cospirazione immaginaria. Scrivi cospirazione, leggi cospirazione immaginaria. Come è mai potuto accadere qualcosa del genere? E, soprattutto, se mai una cospirazione davvero venisse tramata o messa in atto da qualcuno da qualche parte, come potrebbe mai essere possibile discuterne con lucidità, se il fatto stesso di nominarla si tira dietro il significato della infondatezza di ciò di cui si sta parlando? È perfettamente possibile – e per inciso assai probabile – che tale trasmutazione semantica sia interamente casuale. Tuttavia... non è più affascinante pensare per un attimo – anche solo per gioco o per divertimento intellettuale – che dietro a questo curioso fenomeno possa celarsi un astuto progetto, un diabolico artifizio allo scopo di disarmare i tam tam verbali di coloro che di una importante cospirazione venissero a conoscenza, ovvero – anche se indubbiamente ciò suona fantascientifico – una raffinatissima impalpabile arma di guerra psichica? … D’altra parte, non sarebbe questa la ripetizione del solito vecchio trucco? La manipolazione semantica ha già trasformato la parola «pace» in guerra («le missioni di pace»), la parola «libertà» in una informe creatura tentacolare che ormai non so più bene spiegare neanch’io, e potremmo continuare con gli esempi a lungo”.(2)

E’ curioso che sempre più persone si prodighino a parlare dei presunti “complottisti”, a cui persino l’enciclopedia “libera” Wikipedia dedica un’ampia rassegna, mentre nei canali ufficiali e nella detta enciclopedia sono assenti i crimini prodotti dai banchieri o i nomi delle famiglie stegocratiche e le loro azioni infami. Esiste ad oggi la tendenza descritta dallo studioso Sandro Bellassai: “La sottrazione di se stesso all'ambito storico, transeunte, è uno dei procedimenti classici di legittimazione di ogni potere”.(3)

Il gruppo stegocratico, finché sarà al potere, non apparirà come criminale o oppressore, e farà passare per visionario chi denuncia la sua esistenza e i suoi crimini. E’ ovvio che il maggiore desiderio del gruppo egemone è quello che mai nessuno si accorga dei suoi misfatti, e che tutti possano sempre credere alla sua propaganda, anche quando l’evidenza dice il contrario. Spera che mai nessuno si prenda la briga di sollevare i paradossi e le iniquità prodotte dal suo operato, magari per timore di passare per paranoico o di essere trattato da visionario.

Forse in passato il potere del gruppo egemone trovava ostacoli e alcuni limiti, ma oggi, a causa dei processi di privatizzazione e di globalizzazione, è stato possibile concentrare in poche mani una quantità di proprietà mediatiche, finanziarie ed economiche, generando un potere enorme.
Probabilmente questo gruppo di potere non è compatto come si potrebbe credere, oppure talvolta tentenna o si trova in difficoltà, specie nel Terzo Mondo, dove le persone si sollevano assai spesso. Tuttavia l’idea di un gruppo coeso nel reprimere i popoli, nell’indebolirli con la povertà o nel creare guerre è assai rispondente a ciò che risulta essere l’attuale realtà di potere.

Eminenti personaggi, come Karl Popper, hanno ritenuto impossibile un controllo delle società o degli eventi storico-sociali, eppure oggi ciò risulta in molti casi possibile. Ovviamente non sempre il gruppo di potere realizza esattamente ciò che vuole, non è infallibile, tuttavia spesso realizza i suoi progetti criminali. Basti pensare alle realizzazioni di progetti stabiliti a tavolino attraverso associazioni come il Bilderberg e la Trilaterale. Ad esempio, per l'America Latina, attraverso la Trilaterale si preparò un piano di intervento politico-economico, per limitare i poteri dei governi e controllare meglio l’economia. Fu stilato un rapporto in cui si mettevano al bando le politiche sociali e si decretava inesorabilmente che tutte le risorse avrebbero dovuto diventare proprietà privata, inclusa l'acqua, l'elettricità, il gas, l'istruzione e la sanità. Oggi questi progetti sono stati applicati con successo in moltissimi paesi del mondo.

Secondo il professor R. Winfield si tratta di un gruppo di “burattinai” che tira le fila delle situazioni:
“In alcuni scritti recenti sulle questioni sensibili, sentite occasionalmente queste fazioni “avversarie" citate come ‘Punch & Judy’. Se non provenite dall'Inghilterra, non potreste avere l'immagine completa su quanto ad hoc questa definizione sia. Punch & Judy sono uno spettacolo di burattini per bambini. Ora, osservate come questo calzi a pennello con gli attuali sviluppi. Ogni episodio di Punch & Judy è basato su di una determinata questione e i due pupazzi combattono, uno è buono l'altro cattivo. I bambini sono completamente assorbiti, coinvolti emozionalmente e rapiti da immagini, suoni, azioni, suspense, conseguenze, ecc. Tuttavia, per tutto il tempo, appena dietro la tenda, è un solo uomo che manovra entrambi i pupazzi… il mentore di Bill Clinton, Carol Quiggly, nel suo volume epico Tragedy & Hope (Tragedia & Speranza) ha confessato che esiste effettivamente un'agenda segreta per condurre il pianeta verso un sistema globale, il Nuovo Ordine Mondiale, ma (quasi profeticamente) ha richiesto che venisse tirata fuori dall'ombra e proclamata apertamente. È quello che stanno facendo in questo momento. Questo Programma sta venendo perfezionato sotto i nostri occhi, i suoi creatori, sempre più spudoratamente non celano più le loro intenzioni. È tutto allo scoperto ormai, è tempo di prepararsi per il Nuovo Ordine Mondiale che includerà un nuovo governo globale, un nuovo sistema economico globale, e una nuova religione globale… Se voi e qualche vostro amico a scelta controllaste tutti i media, quanto facile vi sarebbe alterare le menti delle persone? … Spesso la tendenza umana è o di prendere la cospirazione con un pizzico di sale in zucca, o di diminuirne razionalmente l'importanza, perché se tutto questo è vero, dunque siamo forzati a prendere delle serie decisioni a proposito delle nostre visioni sul mondo.”(4)

E’ bene che si sappia che quando si rifiuta il concetto di esistenza al potere di un gruppo ristretto di persone, si sta sostenendo che siano le persone comuni a decidere gli eventi finanziari, economici o politici del paese. Ad esempio, che siano i pensionati che percepiscono una pensione minima a voler essere poveri, che tutti i lavoratori precari siano felici della loro condizione, che tutti i disoccupati vogliano rimanere tali, o che coloro che non possono più pagare il mutuo lo abbiano scelto per divertimento.
Significa pensare che i popoli scelgano di essere sempre più poveri, e che le persone che muoiono di fame o vivono di stenti abbiano scelto di dare le risorse dei loro paesi alle corporation perché sono più felici in povertà o desiderano ardentemente la morte per fame. Bisogna essere imbecilli per credere questo.
Rifiutare l’esistenza del gruppo stegocratico, significa accettare i loro paradossi, crimini e contraddizioni senza fiatare.

Le “crisi” che siamo costretti a vivere altro non sono che il segno dell’oppressione e della sofferenza, che giovano al gruppo di potere per sentirsi ancora in grado di operare controllo sui popoli, anche quando molti sono in grado di vederli come oppressori e criminali.

Parlare di “complotti” pur sembrando un modo fazioso o tendenzioso di percepire la realtà, significa di fatto poter intendere il mondo come migliore di quello che è: infatti, si può considerare che molti problemi del mondo, anche quelli più gravi come la miseria e la fame, non sono irrisolvibili ma derivano dall’assetto di potere attuale, voluto non da tutti ma soltanto da poche persone, e da queste protetto e rafforzato. Oggi è possibile concepire un nuovo modo di governare e un nuovo assetto finanziario, favorevole ai popoli. Per realizzare questa nuova realtà occorre capire la vecchia, scoprendo anche le caratteristiche più inquietanti senza alcun timore, e aprendo alla possibilità di liberarsi dall’oppressione e produrre un assetto che veda possibile la crescita sociale, civile, politica ed economica dei popoli.


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NOTE

1) Conferenza di Michael Tsarion, http://www.youtube.com/watch?v=MPwrP1HhAD8
2) http://www.robertoquaglia.com
3) Sandro Bellassai, “L'invisibile parzialità del maschile nella storia”, in
Ethel Porzio Serravalle (a cura di), “Saperi e libertà. Maschile e femminile nei libri, nella scuola e nella vita”, vol. II, Polite-Associazione Italiana Editori, Milano 2001.
4) http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=1432&forum=53

14 commenti:

Arthur ha detto...

Le faccio notare come il Garzanti del 1980 (è l'unico dizionario serio che ho sottomano) ritenesse "complottare" come termine riprovato dai puristi in quanto "puro francesismo".
A questo punto potremmo tornare ad usare il termine cospirare, il che toglierebbe anche il dubbio tra chi cospira (cospiratore) e tra chi si occupa di cospirazioni (cospirazionista); questo quando proprio necessario.
Detto questo, il suo articolo anche questa volta mi è piaciuto molto. Negare che ci sia un precisa volontà sovrastatale di globalizzazione del mondo in determinate direzoni, sarebbe come ammettere che i nostri parlamentari, che passano il tempo a scaccolarsi e dormire a Montecitorio o a dire un paio di boiate sui DICO, siano le menti organizzative che controllano l'evolversi dello stato Italiano e della vita dei cittadini, quando oramai è noto che ci sono potenti società mondialiste e quando le stesse società multinazionali hanno più potere di alcuni parlamenti.
Detto questo, le confido che si può sempre pensare in grande e considerare che dopotutto vi sono tante variabili al mondo e nell'universo che non è facile controllare, dagli asteroidi, passando per i raggi cosmici, fino ad arrivare ai microbi; non dico di farci affidamento, ma magari, il destino potrebbe risevare una beffa proprio a coloro he complottano sempre.
Let's see what happens.

Con affetto

Luka78 ha detto...

Articolo perfetto, Antonella.
Un saluto e a presto.

Luka78

Federico ha detto...

" Se dici una menzogna enorme e continui a ripeterla, prima o poi il popolo ci crederà. La menzogna si può mantenere per il tempo in cui lo Stato riesce a schermare la gente dalle conseguenze politiche, economiche e militari della menzogna stessa. Diventa così di vitale importanza per lo Stato usare tutto il suo potere per reprimere il dissenso, perché la verità è il nemico mortale della menzogna e, di conseguenza, la verità è il più grande nemico dello Stato."

Joseph Goebbels (Ministro della Propaganda della Germania nazista)

"Più la bugia è grande e più il popolo la crederà"
Hitler

Le piccole bugie sono facili da smascherare e il gruppo egemone vuole che saltino fuori per dare un'apparenza di democrazia.
Allora abbiamo i paladini dell'antisistema che tutti i giorni ci raccontano di politici, funzionari, imprenditori che rubano le caramelle. Il popolo indignato ha così la sua ora di odio.
Ma quando si tratta di nascondere delle grosse bugie non sono necessari grossi sforzi, basta l'incredulita della gente, i nazisti lo avevano capito.
Le nostre "democrazie" che hanno accolto nel dopoguerra le elite dei criminali nazisti, non sono che la continuazione di quelle politiche sotto mentite spoglie.
Attraverso il controllo sempre più capillare delle vite di miliardi di persone sono in grado di imporre la "realtà" che vogliono e farla passare come dato di fatto.
Sanno che di questi miliardi ben pochi avranno le risorse, il tempo, la voglia, l'energia, l'intelligenza, la cultura per capire la violenta manipolazione che avviene su di loro.
Il controllo dei movimenti di opposizione fa il resto per distogliere dalla mente degli attivisti qualsiasi virus "complottista".
Appenna subito dopo gli attentati dell'11 settembre andai ad approfondire chi erano stati in realtà gli esecutori, e dopo aver letto e studiato ne parlai con qualchè attivista che mi rispose: " no non è possibile che il governo usa abbia fatto una cosà del genere non ci crederò mai!".Questo asserito solo sulla base dei loro stati d'animo o dei loro pregiudizi.
Lo stesso avviene col signoraggio, ne parlo con attivisti di lunga data e loro cascano dalle nuvole e ti danno la stessa risposta:" nonon può essere vero che le banche facciano una cosa del genere e i cittadini non lo vengano a sapere!". Le stesse risposte senza un briciolo di approfondimento, sempre sulla base di pregiudizi e ignoranza.
Questo potere stegocratico si basa sul consenso e sull'ignoranza della gente, sulla loro più o meno consapevole volontà di essere sudditi.
Io mi sono sempre chiesto il perchè dei buoni cittadini sono sempre in grado di imbracciare le armi quando il loro governo glielo chiede per fare le guerre contro i "nemici" e i "terroristi".
La mia risposta è che mancano di dignità e consapevolezza e troppo spesso questo è responsabilità loro al pari degli stegocrati che li manipolano.
Troppo spesso infatti vedo che persone, anche di buona cultura, non vogliono diventare consapevoli, non vogliono studiare, non vogliono capire; non ne hanno voglia, preferiscono fare dell'altro, e poi alla guerra saranno i primi a sostenere la loro patria, a dare la colpa agli stranieri.
Io penso a volte che questa sia una programmazione di matrix, cioè la realtà illusoria in cui viviamo. Infatti è necessario che il 99% della popolazione viva in uno stato di ignoranza, perchè così è il programma che ha creato questa matrix. Quelli consapevoli sono un virus del sistema che dovranno essere spazzati via dagli antivirus che riportano il sistema al suo normale funzionamento.
Anche se si vive affinche le cose cambino sarà molto difficile la lotta e le poche persone consapevoli dovranno molto impegnarsi affinche i virus mandino il sistema in crash.

Alberto ha detto...

Sono sostanzialmente d'accordo con Federico, questo è il significato che emerge come logica conseguenza delle riflessioni di Antonella.
Mi son permesso di citare un passo di questo articolo nel MU di PBC coomentandolo:
"Siamo tutti imbecilli, visto che non ce ne po' fregà de meno di creare (pensare, inventare, discutere) un'alternativa (alle scelte stegocratiche), almeno questo appare dai comportamenti reali, giustificati con un generico "non me ne intendo", che è come la firma autografa sotto la confessione di colpevolezza."
Questo credo sia il punto che ci tocca affrontare, anche filosoficamente.
L'uomo ha sviluppato straordinariamente un organo del proprio corpo, il cervello, utilizzando il quale fa sostanzialmente due cose: plasma la realtà fisica a proprio vantaggio (tecnologia) e acquisisce consapevolezza. E' fin troppo ovvio che sta esplodendo la prima capacità mentre viene repressa la seconda, come per effetto di una forza di natura, "la convenienza", travisata come "libertà di mercato" o altri concetti che hanno in comune proprio il travisamento della realtà oggetto della consapevolezza stessa. E' come una maledizione biblica, il mito di Adamo ed Eva che attraverso lo schermo TV diventa reale: passando da quello schermo ci inducono a ritornare nel "paradiso terrestre", dove non si pensa, non nel modo della consapevolezza. Però vediamo, con quel poco di occhi che ci restano, che in realtà non è un paradiso, ma al contrario è un inferno. Se questo non basta ancora a svegliarci dall'incantesimo, vorrà dire che ci meritiamo la fine che noi stessi stiamo costruendo giorno per giorno.
L'unica soluzione è coltivare la libertà, quella vera dello spirito consapevole, fin da piccoli, nelle scuole (che invece fanno di tutto per fartela odiare, insieme al sapere). Questa è la nostra vera natura, e speriamo anche il nostro destino.

Damocle ha detto...

Complimenti Antonella,articolo splendido e quanto mai chiaro.

Giorgio ha detto...

Tutti sappiamo e siamo d'accordo che nel nostro quartiere c'e' qualcuno piu' potente di altri, tutti sappiamo e siamo d'accordo che nella nostra citta' c'e' qualcuno piu' potente di altri, tutti sappiamo e siamo d'accordo che nella nostra regione c'e' qualcuno piu' potente di altri, tutti sappiamo e siamo d'accordo che nella nostra nazione c'e' ... Read morequalcuno piu' potente di altri... ma le crisi sono dovute al caso, le guerre sono dovute al caso, tutto e' dovuto al caso. Penso che bisogni considerare anche imporatanti meccanismi psicologici che spiegano perche' molti non riescano ad andare oltre il sistema nazione e a considerare le concatenazioni di eventi: uno e' legato alla religione, che fa vedere gli eventi come volonta' divina; un secondo, che se accettiamo l'idea che qualcuno ci comandi oltre il nostro 'normale' livello di accettazione ci potremmo sentire in dovere di fare qualcosa: sia mai! Bello l'articolo, ma non il copyright, sistema per limitare la diffusione delle informazioni, quindi una liberta', creato dal sistema che vuoi denunciare... ;-)

Nibelunga ha detto...

Il complottista e' pero' spesso
avvantaggiato dal punto di vista
ideologico,nel senso che puo' dire
il complotto c'e'stato e' evidente,
pero' il sistema e' riuscito con
la consueta abilita' a nascondere le prove che dunque non ci sono.
In altre parole al complottista spesso non e' richiesto l'onere
della prova,ma ci si deve fidare ciecamente delle sue intuizioni e delle sue deduzioni o delle sue presunte fonti.Dunque assistiamo
a tesi complottiste piu' o meno serie e per chiarire vorrei fare degli esempi:nel caso Kennedy ad
esempio e' ormai chiaro al mondo intero che c'e' stato un complotto
perche',ad esempio,i piu' grossi
esperti balistici del mondo hanno
sempre smentito la teoria del proiettile magico,Oswald e' stato
poi ucciso in maniera incredibile
in una centrale di polizia il giorno dopo da un personaggio colluso con la mafia che e' poi morto di finto cancro ai polmoni in cella.Le bugie e le connivenze del sistema sono in questo caso evidenti.Nel caso invece dell'11
settembre e delle torri gemelle
le varie tesi complottiste che
sostengono che la cia avesse organizzato il tutto per dare
agli usa il casus belli contro
Afganistan e Iraq fanno acqua da
tutte le parti,non sono suffragate da una sola prova che sia una e in
certi casi cadono addirittura nel
ridicolo.Dunque penso non si possa essere complottisti o anti complottisti per definizione,ma
ciascun caso va valutato con un
minimo di buon senso,cioe' a dire esistono si i complotti,ma non tutto cio' che avviene e' un complotto.A volte la spiegazione
piu' semplice e ovvia e' quella giusta,senza dietrologie,come
sostiene la famosa teoria del
rasoio di Okkam e magari ad abbattere le torri gemelle e' stata proprio Al QUAIDA.Mi scuso per la prolissita' ma l'argomento
e' piuttosto delicato e complesso
da trattare

Giorgio ha detto...

Rispondo a Nibelunga:
I complotti di cui parliamo non sono ideati e realizzato da bambini dell'asilo... per non furviare con la parola complotto chiamiamolo piano di gestione delle dinamiche economico- sociali a livello sovranazionale. Tale pomposo termine puo' essere interpretato come una politica sovranazionale rivolta alla gestione delle risorse naturali e umane secondo gli attuali paradigmi economici, basati sulla scarsita' delle risorse, la specializzazione, la divisione del lavoro, la moneta come merce di scambio. Tale piano, considerando i popoli come ogggetti e non soggetti, sarebbe, capisci bene, difficile rendere pubblico perche' ideato, organizzato e realizzato con la fondamentale partecipazione dei servizi segreti che, dato il nome, lavorano in segreto, altrimenti non si chiamerebbero servizi segreti. Fino a questo punto credo siamo tutti d'accordo... perche' il piano di cui parlo non e' altro che il piano che ogni governo ha: mantenere lo status quo, mantenere le distinzioni sociali, mantenere i privilegi della classe dirigente, classe chiusa.
Ora, dove sta il complotto, nella sua accezione negativa? Nel dire che esiste una volonta' sovranazionale, un piano sovranazionale, per il mantenimento della situazione attuale e il controllo del dissenso? Strumento del controllo del dissenso e', necessariamente, non far trapelare tale piano e ridicolizzare chi ne parla.
Ora, vengo al concreto: il 9/11. Non ci sono prove che il governo americano abbia le mani in pasta? Dipende da cosa si intenda per prova: confessione? No, ne' Bush, ne' Dick(head) Cheney, ne' la Rice hanno confessato... se cerchi internet trovi di tutto ovviamente, siti e blog, immagini su YouTube, ma tu potresti dire: chi mi dice che siano informazioni vere, che non ci siano dei complottisti (in senso negativo) dietro? Sarebbe un giusto pensiero, ma... dobbiamo ritenere che anche Cossiga sia un complottista?
http://www.corriere.it/politica/07_novembre_30/osama_berlusconi_cossiga_27f4ccee-9f55-11dc-8807-0003ba99c53b.shtml

Tonguessy ha detto...

"È tutto allo scoperto ormai, è tempo di prepararsi per il Nuovo Ordine Mondiale". Mi preoccupa questa diffusa mentalità determinista, frutto senza dubbio di un determinismo ben analizzato nell'articolo. Il fatto è che il determinismo si deve sempre confrontare con il suo alter-ego: il caso. E' chiaro che secoli di scienza hanno ormai imbrigliato le nostre capacità di riconoscere la differenza tra casualità e determinismo. Mi è molto meno chiaro perchè personalità di tutto rispetto come Antonella si lascino andare a considerazioni prettamente deterministiche tralasciando a piè pari tutta la questione casualità. Questo è, tra l'altro, il motivo per cui le scienze sociali non sono scienze esatte: le troppe variabili (ovvero l'alta percentuale di casualità) rendono qualsiasi previsione troppo "instabile". Insomma non se ne cava nulla di ragionevole. Non voglio qui negare che ci siano poche persone che manovrano le cose a loro favore, ma queste poche persone e gli strati sociali successivi devono fare i conti con gli elementi caotici che da sempre regolano la vita. Se qualcuno fosse convinto del contrario dovrebbe spiegarmi perchè la Goldman-Sachs si è ridotta ad una semplice banca di terz'ordine dopo avere perso l'egemonia come gruppo interbancario, o perchè la Citygroup è a rischio fallimento. I casi sono due: o pensate che i pezzi da 90 di questi grossi (di allora) gruppi imprenditoriali si stiano dando la zappa sui piedi apposta per...boh, ditemi voi cosa... oppure dobbiamo ammettere che esistono dei limiti di sistema che questi stegocrati hanno volutamente o involontariamente ignorato ma che, gioco forza, alla fine ne hanno condizionato l'operato

Alberto ha detto...

"... oppure dobbiamo ammettere che esistono dei limiti di sistema che questi stegocrati hanno volutamente o involontariamente ignorato ma che, gioco forza, alla fine ne hanno condizionato l'operato"
La risposta è nelle stesse parole della "domanda". Non sono dei geni infallibili, preferiscono l'onnipotenza (del denaro) all'intelligenza operativa, che pure è il loro mestiere da generazioni, l'opportunismo.
Le banche sono solo uno strumento, sacrificabile in parte pur di salvare il sistema.

Giorgio ha detto...

Gli scacchi sono un gioco casuale o deterministico? E' una partita a scacchi, dove il bianco ha il re, quattro regine e nessun altro pezzo, il nero ha il re e tutti gi altri pezzi sono dei pedoni. Pensi che il bianco possa sacificare una regina in modo strategico? Noi siamo il nero.

cyrus ha detto...

Oddio Nibelunga ma come fai a dire che nel caso kennedy un complotto è chiaro e nell'11 settembre no? Cos'è più incredibile? Il proiettile magico o nell'ordine: un buco nel terreno fatto passare per aereo, un boeing 737 che fà manovre a malapena eseguibili da un jet (manovra di avvicinamento al pentagono), due grattacieli con struttura in acciaio che si sbriciolano completamente in polvere a causa di un incendio? (e potrei andare avanti quasi all'infinito...). Trovo davvero incredibile che ci sia ancora chi crede che l'11 settembre non ci sia stato un complotto. A persone così il sistema potrebbe anche far credere che gli asini volano, e hanno sempre volato, e ci crederebbero.

Tonguessy ha detto...

Chiede Giorgio: "Gli scacchi sono un gioco casuale o deterministico?"
Bisogna prima chiedersi cosa sia il caos. Se definiamo il caos come il limite della nostra comprensione (o valutazione), nel caso degli scacchi possiamo avere in mente (quasi) tutte le soluzioni possibili. Questo lo renderebbe un gioco deterministico. Ma, con l'eccezione di rari maestri, pochi giocatori hanno in mente tutte le soluzioni possibili e quindi il gioco diventa più casuale, non sappiamo come reagisce l'avversario e quando lo fa abbiamo un mix di caos e consapevolezza da gestire. Importa quindi se il bianco ha 4 regine e noi solo una manciata di pedoni perchè per ragioni statistiche siamo in netto svantaggio. Ma è ancora tutto da dimostrare che siamo in questa fase del gioco. Se così fosse non si spiegherebbe il fallimento della Goldman-Sachs. Non è solo una regina delle quattro che hanno sacrificato, forse era l'unica che avevano. Come fai a saperlo? Sicuramente sacrificare una regina per vincere la partita è sensato. Ma qui il problema è che la partita non deve mai finire, perchè se finisce per il nero finisce anche per il bianco. E questo è esattamente ciò che non deve mai accadere. Con questa ultima frase penso di rispondere anche ad Alberto: le banche non sono SOLO un mezzo. Le banche sono IL sistema. Se falliscono loro il sistema fallisce. Quindi c'è da chiedersi come mai ne stiano fallendo così tante. Siete sicuri che questo sia un copione già scritto? Io no. Io invece credo che il LORO caos (la loro mancata volontà e capacità di prendere seriamente in esame i limiti di sistema) stia ormai comandando il gioco. Se leggete il Financial Times leggete sempre più spesso che ormai non si riesce più a capire il nesso azione-reazione. Un anno fa le cassandre come Roubini parlavano di cifre esorbitanti per il ripianamento della crisi che si sono decuplicate anche nelle valutazioni odierne più ufficiali. Cosa significa secondo voi? Che hanno in mano la partita oppure che il gioco sta sfuggendo loro di mano? Determinismo o caos?

Giorgio ha detto...

Non sono un esperto di scacchi ma questo gioco mi affascina proprio per il suo essere, nella dimensione umana, sia casuale che deterministico; quindi chiedo venia per insistere sugli scacchi, che al livello matematico sono un gioco deterministico visto che ci sono delle regole che limitano i gradi di liberta', ma cio' non toglie che le mosse possibili sono attualmente impossibili da calcolare, in un tempo utile al gioco, da qualunque computer, figuriamoci da mente umana.
Come esempio do questo link in italiano:
http://scacchi.qnet.it/manuale/limcomp.htm
e questo in inglese:
http://www.geocities.com/explorer127pl/szachy.html

Il gioco degli scacchi e' un'immagine perfetta per considerare la nostra situazione, ma ci siamo dimenticati, io per primo, di stabilire l'obiettivo. Negi scacchi e' dare scacco al re, cioe' impedirgli di muoversi... e nel nostro mondo? Quale sarebbe l'obiettivo dei bianchi, chiamiamoli semplicemente i 'cattivi'?

Riprendo il gioco degli scacchi, gioco strategio per eccellenza. Pur essendo palesi il piano e gli strumenti - i pezzi - tale non e' la strategia, la tattica, il comportamento di gioco, che possono anche variare durante la partita. Il concetto di sacrificio, il massimo quella della regina, si rifa a questi elementi: e' l'obiettivo che conta, e gli strumenti sono sacrificabili. Ma la pobabilita' di successo di una strategia e' ampliata se riusciamo a far credere al nostro avversario che siamo in difficolta' e/o dissimulando la nostra strategia, e/o spostando la sua attenzione su un lato della scacchiera che non e' quello dove in realta' stiamo portando l'attacco. Mutatis mutandis...

Cerchiamo quindi di non confondere gli strumenti di un piano con il piano stesso e con l'obiettivo.Per come a vedo io la moneta e' uno dei piani, lo strumento sono le banche. Ripeto, quindi, la domanda: quale sarebbe l'obiettivo dei 'cattivoni'?

Terzo punto: nessuno di noi puo' onestamente, fare a meno della moneta. Quindi vogliamo delle garanzie sul sistema bancario, che ci sia un controllo statale. Lo vogliamo davvero?
Qualcuno ha creato la moneta, ha detto che e' necessaria, e ora per noi e' necessaria. Lo stesso qualcuno ha creato la crisi, per fare in modo che noi chiedessimo delle misure serie, pero' antiliberali. Fine della distinzione privato-pubbico - se mai c'e' stata - lo stato deve controllare tutto, perche' lo stato non sbaglia - davvero?
Quindi ora noi chediamo che lo stato metta le mani su tutto, e per la nostra sicurezza - cio' per avere sicurezza del denaro - svendiamo la nostra iberta' allo stato, questo deus-ex-machina risolutore di tutti i mali.

Credo che si possa intuire quale sarebbe l'obiettivo... ovviamente e' un'ipotesi...

Caos e' il nome che diamo a fenomeni che non comprendiamo.