giovedì

Qual è la politica estera di Barak Obama?


Riceviamo e pubblichiamo un articolo su Obama scritto da un lettore del blog.
Leggetelo e inviate i vostri commenti.


Qual è la politica estera di Barak Obama?

Navigando su internet mi sono imbattuto in un video molto interessante intitolato “L'uomo dietro Barak Obama”. Eccovelo:

http://www.youtube.com/watch?v=n1ZdecQGTVg

http://www.youtube.com/watch?v=U7dnIw13FSI&feature=related

La persona che parla è Webster Tarplay. E' un giornalista investigativo, autore di diversi libri in cui cerca di far luce sulle reali manovre geopolitiche. E' uno dei pochi giornalisti che cerca di andare al di là delle solite menzogne ufficiale che ci vengono continuamente ripetute dai media. Che cosa dice in sostanza? Dici che dietro ogni presidente americano c'è una lobby di banchieri, faccendieri, industriali. E che è questa lobby a prendere le decisioni più importanti, non il presidente come ancora credono quasi tutti, il quale ha sostanzialmente le mani legate.
Tarpley individua anche un personaggio chiave in questa lobby, Zbigniew Brzezinski. Chi è costui? E' stato consigliere per la sicurezza nazionale sotto la presidenza Carter, ed è il principale ideatore del piano di finanziamento dei mujahiddin in Pakistan e Afghanistan. Un esperto, insomma, delle più subdole tattiche geopolitiche il quale, a quanto pare, anche in età avanzata non ha perso il vizio.

Per esempio, Tarpley parla della questione del Sudan. Questo stato africano è da più di un decennio in affari con la Cina, la quale esporta il petrolio sudanese attraverso un oleodotto collegato con Port Sudan, costruito dai cinesi stessi. Come si sa e si intuisce, la Cina per andare avanti nel suo processo di turbo-industrializzazione è costantemente alla ricerca di materie prime e di fonti energetiche, e in Africa ha trovato negli ultimi decenni diverse risposte ai suoi problemi. In più, pare che i contratti per lo sfruttamento di risorse proposti dal governo cinese sarebbero comunque più vantaggiosi rispetto agli spesso scandalosi contratti proposti dalle multinazionali occidentali. Pare quindi che l'Africa, nel suo complesso, si stia sempre più allontanando dalla morsa occidentale per avvicinarsi alla Cina. E questa è una tendenza che difficilmente l'occidente potrà accettare. Vediamo per esempio il recente articolo tratto da “il giornale”, intitolato “Armi e soldi in cambio di petrolio, la Cina protegge Bashir il boia”

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=333656

Come si può notare già dal titolo, l'articolo impone un'idea ben precisa della situazione. Bashir è un boia, uno spietato criminale di guerra, che solo un mostro altrettanto grande come la Cina potrebbe tenere come alleato. Bashir è accusato di crimini di guerra, anche se dal tono dell'articolo sembra già condannato. Fa sorridere poi l'indignazione con cui si sottolinea la (supposta) vendita di armi da parte della Cina. Come se non si sapesse chi in realtà ha inondato di armi il mondo intero, dandole in mano ai peggiori criminali e dittatori. L'occidente si difende insomma, e lo fa nel solito modo. Però molti dubbi riguardo alla faziosità di articoli come questo vengono. E' curioso per esempio che questo dittatore sanguinario sia comunque acclamato dalla folla di Khartum, segno che forse un così grande mostro non lo è. E poi stiamo a sentire cosa dice. Dice in sostanza che i più grossi criminali sono in Europa e negli Stati Uniti. E sapendo come sono andate le cose nella sua nazione e nel suo continente negli ultimi secoli è difficile dargli torto..

E' chiaro che un personaggio del genere da’ fastidio all'establishment occidentale. E da’ fastidio nel complesso la tendenza di un continente che ci sta fuggendo da sotto al naso. E' chiaro che l'Occidente farà qualcosa, e qui entra in scena il piano di Brzezinski, che dovrà essere attuato da Obama: sabotare questo accordo. Utilizzare ogni mezzo possibile, lecito o illecito, per impedire alla Cina di rifornirsi di materie prime in Africa. In questo modo la Cina dovrà obbligatoriamente appoggiarsi ancora di più alla Russia, con probabili scontri tra le due nazioni. Scontri che farebbero il gioco degli Stati Uniti e dell'occidente. Ma che inevitabilmente farebbero levitare le tensioni nel mondo intero, con conseguenze che potrebbero essere catastrofiche.

Conclusioni?
Tarpley dice che coloro che stanno dietro a Barak Obama sono più pericolosi di coloro che stavano dietro a George Bush. La cricca dei neocons in fondo si limitava a costruire attentati false-flag per giustificare guerre di sfruttamento verso paesi deboli, quasi indifesi, e per di più nei quali gli interessi di Cina e Russia erano poco radicati. Non hanno mai pestato i piedi pesantemente a questi due colossi, né tantomeno all'altro grande colosso asiatico, l'India. Con obama e con Brzezinski le cose potrebbero prendere un'altra piega, ben più preoccupante. Come si dice, di male in peggio.

Cyrus

5 commenti:

Arthur ha detto...

Meno male... a questo punt, dopo che secondo le statistiche aggiornate le prime tre banche per capitalizzazione al mondo sono Cinesi, c'è da chiedersi chi ancora neghi che la Cina sta cambiando il mondo.

Federico ha detto...

Su Obama si veda anche questo:
http://www.youtube.com/watch?v=36siys9crfI

http://www.youtube.com/watch?v=BfD4InSmo78&feature=channel

http://www.youtube.com/watch?v=4tXYsC28E-M&feature=channel

http://www.youtube.com/watch?v=XlcnYyBSa28&feature=channel

http://www.youtube.com/watch?v=dKB2U7vwgO0&feature=channel

Purtroppo sono state tradotte solo le prime 5 parti su 12 del documentario

Tarpley lo conobbi tempo fa ad una conferenza sul suo libro sull'11 settembre nel 2007.
Ebbi modo di intervistarlo:
Questa di seguito è l'intervista.

Il 17 Novembre a Bologna ho avuto il piacere di incontrare per una piccola intervista dopo la sua conferenza Webster Griffin Tarpley, autore del libro “La Fabbrica del Terrore” che David Steele, recensore n°1 di Amazon, ex spia della CIA e funzionario dei Marines, ha definito "il più forte fra gli oltre 770 libri che ho recensito qui su Amazon", uno dei testi più importanti sul terrorismo di Stato. Storico e giornalista investigativo con filosofia realista e umanista, Tarpley si presenta come un uomo molto lucido, bonario e ironico.
Domanda-
Marta Vincenzi, neosindaco di Genova, ha deciso di bloccare la costruzione della Moschea, chiedendo verifiche sulle società che sono incaricate della costruzione, ponendo il sospetto che dietro queste, come l’UCOI, ci siano dei terroristi. La Padania ha collegato l’UCOI ai Fratelli Mussulmani.
Risposta-
Non so niente dell’UCOI e dei Fratelli Mussulmani, non conosco la situazione a Genova; una delle cose che di buono c’è ancora negli Stati Uniti è il Primo emendamento della costituzione che dice:” Libertà di religione e libertà di coscienza”, mi pare una cosa ovvia.
Quello che il sindaco sta facendo è molto sbagliato, bisogna essere in grado di tollerare tutti quanti.
Detto questo, posso dire che ci sono due moschee a Londra che sono utilizzate dai servizi segreti britannici come scuole di zimbelli (capri espiatori) , posti di reclutamento; vanno anche nelle prigioni e reclutano zimbelli tra i detenuti mussulmani; questo non è colpa dei mussulmani stessi, anche se alcuni di loro vengono reclutati come oratori incendiari.
Il pericolo non viene tanto dai mussulmani, ma dai servizi segreti.
Domanda-
Ai cittadini allarmati cosa si può dire sulla paura del terrorismo coltivato nelle moschee?
Risposta-
Io direi che bisogna ridicolizzare la storia degli zimbelli come una storia talmente fantastica, allucinante, che è un insulto alla propria intelligenza; quindi bisogna respingere questo tipo di isterismo propagandistico e vedere le persone individuali per quello che sono e non utilizzare delle etichette.
Federico

Portierino ha detto...

Io vorrei sentire la versione dei Cinesi e dei Russi, non penso che siano così cretini, specie con in mano le principali catene produttive. Se ci fossimo tenuti le fabbriche e la tecnologia i cinesi sarebbero ancora coi piedi a bagno maria nelle risaie. Mi domando se ci ammazzerà una bomba, l'inquinamento o una mossa di kung fu.

cyrus ha detto...

Federico grazie per il contributo. Ho visto le prime cinque parti del nuovo documentario di Alex Jones, è interessante. Speriamo che moksha75ar traduca presto anche le altre parti. Certi intrighi è già difficile capirli in italiano...

Giorgio ha detto...

Ogni volta che, parlando con un Obama-fan, ho avanzato l'ipotesi che e' alquanto difficile, in qualunque sistema politico, per un 'esterno' - cioe' esterno al sistema di potere - contare nel sistema, e soprattutto diventarne l'apice, mi e' stato risposto che Obama ha vinto le elezioni perche' ha ricevuto l'appoggio del popolo, sono i singoli che hanno pagato la sua campagna elettorale, lui e' l'uomo nuovo.
Ammettiamo che sia vero.
Ma la vera domanda sarebbe: dove sono finite le lobby, cioe' chi lo controllano? Hanno preso qualche anno sabbatico? Hanno avuto una crisi spirituale e sono entrati in convento? Fanno volontariato?
Siccome propenderei per escudere tali soluzioni, le lobby sono li'. Per essere li', e far credere a molti che non ci sono piu' cosa hanno fatto? Hanno letto 'Il Gattopardo': bisogna cambiare tutto affinche' nulla cambi.