lunedì

A SCUOLA DI SOSPETTO Chi ha rubato la marmellata?

Di Antonella Randazzo




Certamente la rete Internet offre non pochi vantaggi. Non ultimo quello di poter essere informati su argomenti glissati dai mass media. Negli ultimi anni, sulla rete sono emerse informazioni sconvolgenti, che hanno impietosamente svelato un sistema corrotto, mafioso e criminale, offrendo prove inoppugnabili. Abbiamo potuto comprendere cos’è davvero il “terrorismo”, cos’è il Signoraggio bancario, e cosa succede veramente in Medio Oriente o nel Terzo Mondo. Abbiamo appreso dell’esistenza di un’élite di personaggi che sono disposti a tutto, anche a massacrare, pur di mantenere ricchezze e potere.
Tutto questo ha sicuramente arricchito la nostra consapevolezza della realtà, talvolta aggiungendo stupore e raccapriccio agli animi.
Assimilare tali verità, rimanendo ancorati ad una equilibrata visione di ciò che siamo e di ciò che possiamo fare per migliorare il mondo, non è facile, e di sicuro richiede una notevole maturità emotiva.
In altre parole, l’apprendere aspetti della realtà attuale assai inquietanti risulta un evento talmente scombussolante da poter esigere un certo lavoro sulla propria parte emotiva, affinché tali verità possano produrre frutti positivi, non rimanendo allo stato di rabbia, sospetto e diffidenza.

Come molti ormai sanno, l’attuale sistema si alimenta di emozioni negative, che sono quelle che producono un senso di impotenza, e dunque impediscono l’avere sufficiente fiducia in se stessi da cambiare le cose. Capire la vera realtà potrebbe non essere molto utile se si dovesse continuare ad alimentare le medesime emozioni negative o se, addirittura conoscere certe verità accrescesse la rabbia e la paura, a tal punto da renderci sospettosi e diffidenti. Se non si elaborano in modo costruttivo tali sentimenti si può continuare ad alimentare un sistema che ci vuole tutti contro tutti, impauriti e pieni di rancore, che potrà essere sfogato contro chi è vittima piuttosto che contro il carnefice.

La fiducia negli altri nasce dalla reciproca conoscenza e dall’instaurarsi di una naturale empatia, che porterà all’amicizia o alla comune solidarietà fra esseri umani. Ciò è difficile che avvenga attraverso Internet, in cui c’è il limite di non poter produrre diretti rapporti empatici fra le persone, facendo rimanere allo stato iniziale di diffidenza.
Qui non si sta dicendo che non sia possibile trovare amici in rete, ma che per alimentare una completa fiducia occorre potersi frequentare di persona, altrimenti l’altro non rappresenterà che le nostre idee sulla sua “immagine” offertaci tramite la rete. Ovviamente, in alcuni casi tali rapporti sono comunque positivi anche se rimangono "virtuali".

Da recente, alcuni studiosi hanno messo in evidenza che Internet non è soltanto un canale tecnologico di informazione o di attività sociali ed economiche, è anche un luogo virtuale che produce effetti sul pensiero e sul comportamento. Su Internet si comunica, e la comunicazione è un rilevante fatto sociale.
Gli aspetti negativi di Internet, da capire e contrastare, sono diversi. Il contesto della rete è "asettico", non reale, privo della percezione di oggetti o persone reali, manca l'emotività e l'interazione sociale complessa che soltanto nella realtà si possono avere. Gli escamotage per esprimere parte delle emozioni, come il viso allegro o le interiezioni, non ci diranno mai qual era il vero tono o l'espressione del viso che li accompagnava.
Se definiamo la comunicazione come quell'insieme di possibilità di condividere conoscenze, esperienze e valori, atti a costruire nuovi modi di essere e nuove identità, comprendiamo come il computer non può sostituirsi alla realtà, anzi, può essere nocivo nella misura in cui ci fa credere di poter fare a meno dell'esperienza reale, sostituendola del tutto o in parte con quella virtuale.
Internet, essendo soltanto uno scherno, non può creare rapporti sociali fortemente empatici, in cui è facile avere fiducia. Anche se oggi moltissime persone “socializzano” tramite la rete, molte di esse hanno piena fiducia soltanto nelle persone a loro più vicine, con le quali interagiscono di persona. L’empatia è fondamentale nei rapporti umani costruttivi, e per questo essa viene intralciata dall’attuale assetto (Si veda: http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/05/gli-impedimenti-alla-naturale-empatia.html).

Per i suoi limiti nell’interazione sociale, Internet potrebbe diventare, specialmente per le persone con una vita emotiva ancora non matura, una "scuola di sospetto", in cui si crea un esercito di sospettati, all’interno del quale si annaspa senza usare il corretto raziocinio e il giusto buon senso, che comunemente esiste nella vita sociale reale.

Alcune persone che apprendono l’esistenza di un gruppo criminale di potere e di personaggi corrotti che lo sostengono, possono sviluppare più diffidenza del dovuto, e iniziare a sospettare di tutto e di tutti. In alcuni forum i sospettati diventano, ad esempio, coloro che hanno ascendenze “ebree”, coloro che usano determinate parole, oppure che sono stati collegati ad altri personaggi “sospetti”. Altri passibili di sospetto possono essere coloro che citano frasi di autori “revisionisti”, che non usano determinate parole, o che dicono cose che non piacciono alla maggioranza. E se non si trovano elementi evidenti si può sempre scandagliare fra i possibili "doppi sensi", oppure ricorrere alle allusioni e persino alle insinuazioni. Insomma, trovare un sospettato è come bere un bicchier d'acqua. E dietro i sospettanti possono nascondersi anime ferite, persone che non sanno come uscire dal pantano dell'infelicità. Credono di poterlo fare attraverso palliativi, eludendo il duro lavoro su se stessi necessario per uscirne davvero.
In questo gioco dei sospetti si perde il senso della libertà di pensiero, e nel rincorrere gli improbabili colpevoli è assai facile che si perdano di vista quei pochi che invece dovrebbero suscitare legittimi sospetti.

Le capacità investigative o critiche possono essere assai preziose per capire la realtà, tuttavia, se esse non sono supportate da un equilibrio emotivo di base, possono oltrepassare i limiti e diventare come un boomerang: in tal caso, chi vorrebbe migliorare il mondo segnalando i “colpevoli” si ritroverà a provare sentimenti negativi verso molti, e potrà precipitare nell’antro dell’incapacità di provare sentimenti positivi verso i propri simili. Sentimenti indispensabili per avversare un sistema inaccettabile.

Le cose sono talvolta più semplici di ciò che si pensa. La persone che appoggiano l’attuale sistema, possono essere riconosciute seguendo alcuni, semplici criteri (si veda a questo proposito: http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/08/insospettabili-gatekeepers.html).
Le persone corrotte hanno in genere molta visibilità mediatica, e quelle che agiscono come gatekeepers, nascosti nell’anonimato, non sono molti e si riconoscono perché agiscono proprio per seminare divisioni, diffidenza, per creare confusione e per screditare persone “scomode”. Con un minimo di criterio queste persone possono essere smascherate senza bisogno di mettere tutte le altre sotto processo. Basta mettere a fuoco i pilastri che reggono il sistema, e soprattutto capire i metodi posti in atto per fare in modo che le cose non vengano modificate (a questo proposito si veda: http://antonellarandazzo.blogspot.com/search?q=la+diseducazione+civile).
Il resto viene da sé, con un certo lavoro su se stessi per uscire dal condizionamento e leggendo buoni libri scritti da autori indipendenti. Non serve essere troppo sospettosi, trasformarsi in un novello ispettore Derrick o in un redivivo Perry Mason. Sempre pronti a puntare il dito contro qualcuno, nel disagio emotivo di vivere in un assetto che calpesta la natura umana. In questo panorama, si può perdere il giusto valore dell’esistenza umana, che non è quello di assecondare la realtà attuale, ma di contrastarla.
Per capire quanto possa essere funzionale al sistema il sentirsi perennemente sospettato e sospetto, basta accorgersi di quante produzioni televisive (e cinematografiche) abbiano come tema proprio il delitto. Oramai quasi tutte le sere almeno due o tre produzioni proposte in Tv trattano di morti ammazzati, persone sospette, o corse per acchiappare il colpevole. I nuovi eroi sarebbero poliziotti, carabinieri, medici legali e vari investigatori, che hanno il sospetto come professione. Questi thriller vorrebbero farci credere che la realtà umana è fatta essenzialmente di crimini, e che siamo tutti potenziali colpevoli.
C’è molto da fare, ma non si tratta di diventare segugi in pianta stabile. Se si eccede nello spirito investigativo, si rischia di sprecare energie, oppure di remare contro quello che si vuole realmente, che non è l’essere tutti contro tutti ma, al contrario, trovare la necessaria unione per realizzare un mondo migliore.

Rilassiamoci! E’ meglio alimentare fiducia che sospetto, considerando che la maggioranza delle persone che scrive nei forum o nei blog non ha visibilità mediatica di massa, e non viene pagato né da Partiti né da società di networking di regime. Dunque, non appartiene al sistema (altrimenti non sarebbe costretto a scrivere su un blog) e praticare ostilità fra di noi serve soltanto a creare un clima negativo, laddove sarebbe utile avere serenità e cooperazione.
Dunque, la diffidenza e il sospetto possono diventare un intralcio quando aumentano a dismisura, fino a comprendere molte persone, soppiantando quella fiducia e vicinanza emotiva che dovrebbero contrassegnare i naturali rapporti umani.
Internet potrebbe dunque diventare una “rete” che trattiene nelle sue maglie quei buoni sentimenti umani, in assenza dei quali non si va da nessuna parte. Occorre ricordare che il sistema attuale non potrebbe esistere in assenza di paura, sospetto, divisioni e diffidenza fra gli individui e i popoli.
Dalla paura e dalla rabbia nasce il sentirsi divisi e soli, e da ciò derivano le barriere di comunicazione, che, come in una spirale, alimentano sfiducia in se stessi e negli altri.
Quello che può indebolire e abbattere il sistema attuale è l’unione e l’amore fra le persone e i popoli; il superare il senso di rabbia e l’alimentare la fiducia in se stessi; lo smascherare gli inganni del potere, compresi quelli che ci inducono a metterci gli uni contro gli altri.
Per essere efficaci nella lotta al crimine, occorre andare su un sentiero oggi poco popolato: su tale sentiero si crea una realtà in cui il crimine è visto come inaccettabile e da estirpare come un male guaribile. Si tratta del sentiero basato sulla fiducia e sull’amore.
L’equilibrio emotivo e la capacità di discernimento sono le cose che più dovremmo cercare, non dimenticando che vale più la pena amare che sospettare.


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15 commenti:

Federico ha detto...

Il clima di sospetto non si alimenta solo su internet. La tv con i suoi tg tutti i giorni ci dice che per strada se non stiamo attenti ci assaliranno stupratori e ladri; le nostre case sono piene di potenziali assassini e noi ci dobbiamo difendere da amici e parenti che ce lo vogliono mettere in quel posto.
Così per difenderci da tutti questi bruti ad ogni angolo noi reclameremo lo stato che ci proteggera con decreti antistupri e esercito nelle strade. Mi immagino già che giallo sarà cercare di conoscere nuove ragazze se ognuna avrà inculcato che chiunque può essere un potenziale stupratore.
Per quanto riguarda la vicinanza affettiva e non solo virtuale sono perfettamente daccordo con te; tu stai facendo delle azioni per fare in modo che la tua presenza non sia solo lettera virtuale ma sia anche presenza fisica ad esempio hai un circolo di incontri? Stai organizzando qualcosa nella tua città?

Antonella Randazzo ha detto...

Federico quello che dici è vero, cercano di mettere zizzania anche fra i sessi. Con la cronaca nera cercano di spaventare e dividere.

Attualmente stiamo cercando di organizzare qualcosa, ma per il momento non posso parlarne perché non c'è nulla di sicuro.
Certo sarebbe bello avere un posto in cui trovarsi, ma non è facile, soprattutto per motivi di tempo e poi perché le persone che seguono questo blog sono sparse per l'Italia e molti vivono addirittura all'estero.
In futuro spero di poter fare qualcosa in questo senso.

marco ha detto...

Cara antonella
Visto che parliamo di media vorrei sollevare una questione che secondo me nn si dibatte molto.
e lo voglio chiedere a te che sei sensibile nei confronti dell'Africa e dei suoi problemi
Da un po' di anni la Cina si sta interessando al Continente nero e i suoi leader promettono aiuti e cooperazione e dalle loro parole sembra che i problemi dell'Africa vengano risolti dal gigante asiatico.
si parla già di un governo cino-africano nella fascia compresa tra l'Egitto e lo Zambia. Insomma sembra che a detta dei cinesi per l'africa sia iniziato un periodo nuovo.
Ti chiedo gentimente di dirmi se secondo te è l'inizio di un'era nuova di vero sviluppo nei confrontil'Africa oppure un nuovo capitolo di sfruttamento e di promesse non mantenute
Ti saluto cordialmente
Marco

Antonella Randazzo ha detto...

Caro Marco, hai toccato un argomento molto complesso, di cui parlo nel mio libro "Se il futuro è nero. L'Africa che nessuno racconta", che spero di poter pubblicare quest'anno.
E' difficile spiegare la situazione africana in poche righe. Quello che posso dire è che le guerre che avvengono in quei luoghi non sono "guerre tribali" come dicono i mass media, ma sono finanziate e volute dalle società che controllano le risorse di quei paesi. Ad esempio, in alcune zone il controllo del petrolio è conteso dalla Cina e dagli Stati Uniti, e dunque la guerra è in realtà fra le società di questi due paesi.
La Cina ha fatto contratti con i governi più vantaggiosi rispetto agli Stati Uniti, ma non mi sentirei di dire che le cose possano davvero migliorare, nel senso che possa cessare lo sfruttamento. Di fatto le ricchezze di molti paesi africani, come la Nigeria e il Congo, sono sottratte agli abitanti, e dunque non creano benessere per i cittadini.

Francesco ha detto...

Cara Antonella,
il tema dei gatekeeper como dei trolls è un tema abbastanza complicato. È vero che é possiblie smascherare eventuali gatekeeprs, come Travaglio, pero è piu complicato smascherarne altri. Per esempio David Icke davvero ci vuole far credere che esistano i rettiliani?
Inoltre ci sono altri temi che generano facili dubbi, e non per la veridicitá del fatto in se stesso, bensí nell'eventuale utilizzo cospiranoico che si può generare. È il caso delle scie chimiche, che esitano veramente é fuori discussione, chi vive nelle grandi cittá lo vede regolarmente. Però è anche vero che le stesse scie valgono non solo per noi ma anche per i potenti che vivono nelle nostre stesse cittá.
Come vedi é difficile discernere cio che puo essere vero da cio che non lo é o da cio che potrebbe essere. In molti anni che mi interesso a questi temi ancora non so dare una risposta seria a chi mi risponde sulle scie chimiche nella forma precedentemente espressa.
Cosicché come possiamo fare per svelare eventuali “deviatori”, e come possiamo capire quali sono le veritá, quali le mezze veritá, quali le menzogne?
P.S. Cerco disperatamente il tuo libro Dittature, tutti mi dicono che é esaurito. Puoi aiutarmi?

marco ha detto...

Grazie per avere risposto vedo con piacere che abbiamo lo stesso punto di vista
Ora vorrei sottoporre alla tua attenzione un altra questione: a te che come me sei sensibile alle problematiche della donna.
In India, Paese da me visitato l'anno scorso che mi ha lasciato un'impronta profonda, da un po' di anni circola questo slogan delle principali multinazionali dei cosmetici (L'Oreal, Garnier...)"se vuoi essere vincente devi avere la pelle chiara" seguito da manifesti che mostrano giovani donne sorridenti con la pelle chiara. In un paese dove quasi tutti hanno pelle scura. Tutto questo per reclamizzare una crema che schiarisce la pelle ( e che a detta di molti dermatologi provoca dei danni alla medesima).
Io sono disgustato da questa cosa perchè vi riscontro la logica del più squallido mercante (come i ciarlatani di un tempo che nelle saghe paesane reclamizzavano unguenti e creme miracolose)
Essendo molto sensibile alla diversità umana e accanito viaggiatore io mi domando se lo sa questa gente che esistono culture diverse che la pensano magari in modo differente che non dai soliti canoni apparenza-bellezza-magrezza-successo-carriera. si rendono conto degli scompensi che provocano in cert Paesi?
Ti prego di darmi una risposta
Un saluto affettuoso

Antonella Randazzo ha detto...

Risposta a Francesco: non ho mai detto che sia sempre semplicissimo, dico soltanto che occorre avere un certo equilibrio emotivo per evitare di sospettare di tutto e tutti. Occorre intelligenza e capacità di discernimento.
Il libro "Dittature" dovrebbe andare presto in ristampa. Dal blog darò informazioni più precise.

Risposta a Marco: Purtroppo sono a conoscenza dei metodi usati per imporre un certo modello di bellezza. In Africa è in vendita persino una saponetta tossica, che promette di "sbiancare" il viso!
Siamo sempre alle solite: l'attuale sistema fa di tutto per rendere insicuri e cerca di destabilizzare ovunque.
Il problema è sempre quello di comprendere le caratteristiche di base del sistema e le tecniche di condizionamento e controllo.
All'estero, come qui in Italia, c'è chi non comprende ancora (la maggioranza) e chi sta iniziando a capire come stanno le cose. Col tempo questi ultimi aumentano.

dariadg ha detto...

E' vero, non si può vivere sempre con il sospetto, ma forse con la delusione sì. Quando ti accorgi che chiunque ti circondi si lascia passivamente riempire il cervello con quello che gli viene propinato dai media (o peggio "per sentito dire") e non ha nemmeno la voglia di cercare di capire, di aprire una sinapsi in quel suo cervello che comunque possiede nonostante tu gli abbia lanciato un salvagente, la delusione ti pervade senza rimedio. L'unico conforto rimane confrontarsi con quelle poche persone che sentono il mio "dolore". Tu però continua a farmi male perchè comunque io voglio sapere, e sei un'ottima fonte. Daria

Antonella Randazzo ha detto...

Cara Daria, nella realtà attuale è inevitabile provare sentimenti spiacevoli, ma c'è modo e modo di viverli. Si possono vivere passivamente, facendosi sopraffare, oppure si possono "elaborare" in modo attivo, cercando di utilizzarli addirittura per crescere nell'anima e come persona.
Ad esempio, c'è un libro che può aiutare a fare questo. E' un libro "esoterico" ma non bisogna farsi prendere dai pregiudizi, che talvolta possono limitarci, poiché si tratta di un libro assai "concreto". Mi sto riferendo al libro "Il male e come trasformarlo" di Eva Pierrakos (edizioni Crisalide).
Lavorando su se stessi si può "trasformare" la tristezza che si prova nel conoscere la verità, ricavando quella crescita che non si potrebbe mai avere se si rimanesse nell'inconsapevolezza.

Federico ha detto...

Quello che voleva dire Daria nel suo messaggio oltre al dolore che prova c'è il fatto che nella vita reale è difficile trovare persone a fare girare i neuroni; questo è quello che capita anche a me. Ad esempio io che ho frequentato un pò gli umanisti gli dicevo:"guardate il signoraggio!" e loro :"aH si ..però..interessante" e poi andavano dritti con le loro campagne che l'elite umanista internazionale diceva loro.
La mia ex fidanzata mi diceva:"però adesso non mi parlare più di sti illuminati perchè mi sono rotta".
L'intelligenza media italiana è stata completamente distrutta e le teste lobotomizzate. Voi siete come un filo doro, prezioso e molto esile e che data questa esilità sarà difficile che possa, a breve, cambiare le cose.
Anche se le cose le sappiamo, se la testa della maggior parte delle persone è altrove, le cose non cambieranno mai. Possiamo dirci e ridirci mille cose sul signoraggio, l'11 settembre e la massoneria, possiamo denunciare i Gatekeepers, che poi tanto la maggioranza della popolazione non glie ne frega niente di niente a parte la macchina, lo sballo, i bei vestiti, i centri commerciali adesso purtroppo come arrivare a fine mese.
Il problema più grande è il cervello atrofizzato, risultato finale del dominio massmediologico dell'elite. Poi se le informazioni come le tue passano a questo punto a loro non importa più tanto perchè saranno ben pochi quelli che avranno orecchie per capire
ciao

Mario Soldati ha detto...

Gentile Antonella,
non riesco a trovare il libro "La storia occulta"....sicuramente sarà andato a ruba, fammi sapere quando sarà disponibile.

Grazie per la positività che ci trasmetti malgrado ci sia poco da stare allegri....

marco ha detto...

continuo a seguirti con interesse antonella e ti voglio domandare: Ma questa globalizzazione non è stata concepita per levare il tenore di vita delle masse. specialmente nie paesi poveri o si?
Molti citano la Cina come esempio del successo della globalizzazione ma è davvero così? E' vero che nonostante il boom ci sono ancora molti poveri? le statistiche dicono che la povertà in Cina si è drasticamente ridotta dagli anni '80.

Antonella Randazzo ha detto...

Informerò circa la ristampa del libro "Dittature. La Storia occulta".

Per quanto riguarda il concetto di "globalizzazione" si tratta di capire qual è davvero il nostro sistema economico, e come esso non miri affatto a produrre benessere. A questo proposito consiglio di leggere l'articolo:
http://www.disinformazione.it/capitalismo_totalitario.htm

salvo ha detto...

Ciao Antonella, ho letto il tuo post e ne sono rimasto affascinato per la chiarezza di quanto hai espresso, condivido in pieno.
Mi sono permesso di lincarti fra i miei blog preferiti, spero che non ti dispiaccia.
Buona domenica
Salvo

Antonella Randazzo ha detto...

Salvo grazie per le belle parole, mi fa piacere che tu abbia lincato il mio blog.
Buona domenica anche a te.