sabato

A CHE PUNTO E’ LA CRISI? - Parte seconda: Rivoluzione o Evoluzione?

Di Antonella Randazzo




Alcuni autori fanno notare che le crisi servono anche a rinnovare la paura e a produrre shock. Osserva la giornalista Naomi Klein:
“Sono ritornata all’origine della metafora della shockterapia e ho cominciato a leggere del suo uso nel contesto psichiatrico e nella tortura… ho visto come la Cia parla dell’importanza di mettere i prigionieri in stato di shock perché… non possono difendere i loro interessi, diventano infantili e regrediscono… Quindi ho cominciato a pensare a come fosse applicata su vasta scala. Lo sfruttamento della crisi e dello shock era stato usato molto consapevolmente dai liberoscambisti radicali… Milton Friedman scrisse nel 1982 ‘soltanto una crisi reale o percepita produce un cambiamento reale’ ed ammetteva che le sue idee e la sua visione di un mondo radicale e privatizzato non potessero essere imposte nell’assenza di una crisi… ma penso che nella maggior parte dei casi, non importa quello che si vuole realizzare, ma l’attitudine psicologica che prepara al disastro affinché quando la crisi colpirà si sarà pronti ad accettare quello che faranno”. (3)

In altre parole, il sistema attuale non potrebbe licenziare ad oltranza, dare molto denaro alle banche, oppure imporre una massiccia militarizzazione, se non ci fosse una “crisi”. Le crisi servirebbero anche a permettere alle autorità di far accettare cose altrimenti inaccettabili. Infatti, non è certo una soluzione militarizzare, dare soldi ai più ricchi o togliere il lavoro. La soluzione è togliere il potere a chi lo ha usurpato.

Qualche autore, dati alla mano, ha parlato di grave crisi dei diritti umani. Come emerge dai dati di Amnesty International, in molti paesi, con la scusa della “crisi”, non vengono rispettati i diritti umani. Spiega il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury:

“I diritti umani, già sacrificati in nome della ‘guerra al terrore’, sono stati nuovamente messi in secondo piano da questa nuova emergenza. La recessione, oltre a peggiorare le condizioni di vita, ha alimentato l'instabilità politica e la violenza di massa ed è stata usata per giustificare una dura repressione del dissenso: dall'Iran allo Zimbabwe, dal Guatemala alla Siria, dalla Turchia alla Cina. Il clima di insicurezza ha reso ancora più vulnerabili paesi che già vivevano gravi difficoltà, dall'Afghanistan, dove il clima di instabilità ha pregiudicato l'accesso al cibo, alle cure mediche e all'istruzione, al Pakistan, precipitato in una spirale di violenza. Dobbiamo essere consapevoli che la povertà non è un accidente inevitabile ma il frutto di decisioni e politiche reversibili. La crisi che stiamo vivendo non è solo finanziaria, è una crisi dei diritti umani ed è proprio dai diritti umani che dobbiamo ripartire, nei diritti umani dobbiamo cercare la soluzione. Per queste ragioni abbiamo lanciato la nuova campagna ‘Io pretendo dignità’, per ridare dignità ai prigionieri della povertà, affinché possano cambiare la loro vita e diventare loro stessi attori di questo cambiamento”. (4)

Qualcuno si chiede quando scoppieranno le rivolte. Qualcun altro parla di “rivoluzioni creative” prendendo ad esempio quella fatta in diverse fabbriche argentine. Gli operai, senza alcuna violenza o protesta, sono entrati nelle fabbriche e hanno riavviato la produzione. Adesso, sotto controllo operaio, diverse fabbriche producono utili divisi equamente tra tutti i lavoratori.

In effetti, il gruppo di potere trema quando i popoli iniziano a credere in se stessi e prendono le redini della situazione. Non c’è bisogno di ideologie, di partiti o di guru, queste cose le hanno create le stesse persone che ci opprimono. C’è bisogno soltanto di credere in se stessi e di non sostenere più il vecchio regime.

Alcuni ritengono che il gruppo egemone e i suoi servi hanno paura e non sanno più cosa fare. Qualche autore fa notare che stanno succedendo molte cose, e che le lotte dei popoli non sono sempre fatte nella vecchia maniera.
Il giornalista e scrittore Paul Hawken, dopo aver fatto parecchie conferenze in molte parti del mondo, si è reso conto dell’esistenza di un movimento fatto di milioni e milioni di persone, che ha l’intento di cambiare il sistema attuale.
Non si tratta di un movimento di tipo tradizionale, esso ha dimensioni che nessun movimento ha mai avuto, e viene minimizzato dalle autorità per cercare di non far capire che il mondo di oggi è davvero diverso da quello delle altre epoche.
Spiega Hawken nel suo libro dal titolo “Moltitudine Inarrestabile. Come è nato il più grande movimento del mondo e perché nessuno se ne è accorto”:
“Quello che salta agli occhi è indiscutibile: aggregazioni coerenti, organiche, autorganizzate, che riuniscono decine di milioni di persone che operano per un cambiamento… Le persone non sempre sanno leggere e scrivere o sono istruite. Molti individui nel mondo sono poveri e soffrono di malattie croniche. Non sempre i poveri riescono a procurarsi il cibo giusto per un’alimentazione corretta e devono lottare per nutrire ed educare i loro figli. Se persone con tali carichi riescono ad andare oltre le loro difficoltà quotidiane e agire con il chiaro scopo di combattere lo sfruttamento e operare per la ricostruzione, allora si sta preparando qualcosa di veramente potente… Curare le ferite del mondo e dei suoi abitanti non richiede santità o un partito politico, ma solo buon senso e perseveranza. Non si tratta di un’attività liberale o conservatrice, si tratta di un atto sacro. È un’impresa enorme che cittadini comuni, e non governi autonominati od oligarchie, stanno portando avanti in tutto il mondo… Secondo alcuni storici e analisti, i movimenti esistono solo quando possiedono un nucleo di credenze ideologiche o religiose. Inoltre, non esistono nel vuoto totale: un forte leader caratterizza qualsiasi movimento e spesso ne costituisce il fulcro intellettuale, anche dopo che è morto. Il movimento che descrivo in questo libro, come ho già detto, non si riconosce in nessun leader e, di conseguenza, rappresenta un fenomeno sociale del tutto diverso… Il movimento nasce e si diffonde in tutte le città e paesi, comprendendo praticamente ogni tribù, cultura, lingua e religione, dai Mongoli agli Uzbechi ai Tamil. È formato da famiglie indiane, studenti australiani, agricoltori francesi, senzaterra brasiliani, bananere dell’Honduras, i ‘poveri’ di Durban, abitanti dei villaggi in Irian Jaya, tribù indigene boliviane e casalinghe giapponesi. I suoi leader sono agricoltori, zoologi, calzolai e poeti. Offre un sostegno e un senso a miliardi di persone nel mondo. Questo movimento non può essere diviso, perché è estremamente frazionato, una raccolta di piccoli gruppi con collegamenti molto aperti… Immaginate l’esistenza collettiva di tutti gli esseri umani come un organismo, pervaso da attività intelligenti, risposte immunitarie dell’umanità per resistere e curare gli effetti di corruzione politica, economie malate e degrado ecologico, indipendentemente dal fatto che siano causati dal libero mercato, dalla religione o da ideologie politiche. In un mondo divenuto troppo complesso per ideologie restrittive, anche la stessa parola ‘movimento’ può risultare limitante per descrivere tale processo. La scrittrice e attivista Naomi Klein lo chiama ‘il movimento dei movimenti’… Per la prima volta nella storia, un grande movimento sociale non è tenuto insieme da un ‘ismo’. Ciò che lo unisce sono le idee, non le ideologie. C’è una grande differenza fra le due: le idee fanno domande e liberano; le ideologie giustificano e comandano… Se esiste un sogno comune a tutto il movimento, malgrado la sua diversità, è quello di un processo: in una parola, la democrazia, ma non quella praticata e corrotta dalle multinazionali e dagli stati moderni”. (5)

Il libro di Hawken fa capire come i modelli ideologici del passato sono fallimentari. Queste ideologie sono state create da quelle stesse persone che hanno creato e proteggono il sistema.
Per cambiare occorrerebbe semplicemente "evolversi", ovvero impegnarsi in ciò che può produrre crescita individuale e collettiva.

Non dimentichiamo cosa è avvenuto il 30 novembre 1999 a Seattle, in occasione della Conferenza dei ministri del WTO. Un evento che ha fatto spaventare così tanto gli stegocrati (6) che al G8 di Genova, previsto per il 2001, hanno progettato una dura repressione. A Seattle si presentarono centinaia di piccole organizzazioni di cittadini provenienti da molte parti del mondo, per chiedere conto del comportamento del WTO. Non si trattava di “fanatici” o di estremisti violenti, come li hanno descritti i media, ma di persone comuni, insegnanti, agricoltori, operai, suore, studenti, ecc. che si stavano preoccupando per il futuro del pianeta e dell’umanità. Non avevano qualche stramba ideologia, e non si opponevano certo al commercio, ma chiedevano che vi fossero regole che non piegassero i deboli ai più forti.
Istituti come il WTO, il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca mondiale (BM) agiscono senza tenere in considerazione in nessun modo gli interessi dei popoli. Per loro fenomeni come la disoccupazione, la miseria o la morte per fame o non esistono oppure sono da minimizzare.
Non c’è mai alcuna responsabilità per le aberrazioni economiche prodotte dal modello che essi impongono. Economisti al soldo del potere considerano un mondo al contrario: in cui non sono le persone protagoniste ma le cose materiali, che devono essere gestite da colossi societari, dominati da una cieca e disumana avidità.

Chi manifestava a Seattle sapeva che alcuni meccanismi posti in essere dalla globalizzazione del commercio avrebbero fatto perdere “la resilienza economica, ovvero la capacità delle economie regionali di resistere a cicli di rapida crescita e di recessione. Inoltre, anche la sicurezza economica è scomparsa. Quando le comunità dipendono quasi interamente da fonti di produzione lontane migliaia di chilometri, se non addirittura continenti interi, esse diventano città fantasma delimitate da fastfood e giganteschi hard discount.” (7)

I nostri media vogliono convincerci che non sta succedendo veramente nulla di importante, e le nostre autorità ci inducono a credere che soltanto loro possono affrontare e risolvere i problemi, e intanto li peggiorano.

Una cosa è certa: non sarà lo stesso sistema che ha creato i problemi a tirarci fuori. Bisogna per forza fare qualcosa.
Cosa si può fare di concreto per prendere le distanze dal sistema? Molte cose. Ad esempio:

- Capire come il sistema manipola, ovvero come crea consenso e induce le persone ad agire contro i loro stessi interessi. Studiare testi che possono far capire questi meccanismi. Capire come noi stessi possiamo essere condizionati. NESSUNO E’ IMMUNE.

- Capire quali strategie finanziarie, economiche o mediatiche sta attuando il gruppo dominante, per avere ben chiari i casi di crimini contro persone o popoli. Ad esempio, capire che in Afghanistan si stanno chiamando tutti “terroristi”, anche la legittima resistenza.

- Capire i tentativi del sistema di impedire una maggiore consapevolezza usando la paura o altre tecniche. Ad esempio, capire che la recente emergenza pandemia è stata usata anche per generare paura e distogliere l’attenzione.

- Capire la singolarità storica del periodo in cui stiamo vivendo. A questo scopo occorre l’impegno di studiare libri indipendenti, che facciano capire la nostra vera Storia, quello che non ci è stato insegnato a scuola.

- Non sviluppare nessun atteggiamento fazioso o “sindrome del nemico”. Non c’è alcun vero nemico. Si tratta semplicemente di prendere atto di una situazione precisa: i popoli si sono deresponsabilizzati, affidandosi ad autorità esterne che hanno approfittato di questa situazione per creare una realtà funzionale al loro potere: hanno fatto credere ai popoli di essere impotenti e hanno suscitato paure e sottomissione, anche attraverso le tante ideologie architettate a questo scopo. Adesso si tratta di fare il processo inverso: responsabilizzarci e riprendere la sovranità che ci appartiene. E’ un processo che è già iniziato. Il semplice fatto di rendersi conto della situazione significa poter iniziare a cambiare.

- Praticare la disobbedienza civile in molti modi. Ad esempio non comprando prodotti di corporation criminali, oppure non dando alcun appoggio ai politici corrotti.

- Non preoccuparsi del giudizio altrui. Ci sarà sempre qualcuno che cerca di tacciare di eccessivo idealismo chi parla di cambiamento. E’ sempre successo così: chi vuole realizzare qualcosa di nuovo viene sempre all’inizio ridicolizzato. Ogni cosa nuova all’inizio appare strana o difficile da realizzare, ma se tutti rinunciassero non ci sarebbe mai alcun cambiamento. Bisogna anche tener conto che da secoli riceviamo condizionamenti che ci inducono a credere che le cose non cambieranno mai e che se cambieranno, sarà perché le autorità lo hanno voluto.

- Condividere con gli altri le conoscenze e la consapevolezza che abbiamo acquisito. Ovviamente, senza voler imporre niente a nessuno e senza serbare rancore verso chi la pensa diversamente.

- Non pretendere che tutti siano d’accordo su tutto, si può collaborare anche senza condividere tutto. Il punto principale è capire che occorre fare qualcosa per cambiare e che esiste un gruppo che cerca di portare avanti un sistema secolare che deve essere abbattuto perché produce miseria, guerre e crimini.

- Evitare di nutrire la mente con “spazzatura mediatica” come programmi televisivi di scarsa qualità o riviste di gossip. Al contrario, praticare attività sane, culturali sociali o artistiche.

- Approfondire il discorso sui movimenti portati avanti da nativi americani, persone del Terzo mondo o cittadini di altri paesi. Capire cosa sta avvenendo davvero nel mondo. Apprendere quello che la televisione non vi dirà mai.

- Abituarsi a pensare alla possibilità di un mondo diverso. Ad esempio, come suggerisce Hawken, chiedersi: “Quali sono le caratteristiche necessarie per la leadership, quando il potere si origina dal basso invece di scendere dall’alto? Che aspetto ha una democrazia in cui il potere non è detenuto da una minoranza? Cosa cerca un mondo in cui le soluzioni ai nostri problemi arrivano dal basso? Cosa accadrà se entriamo in una fase di transizione dello sviluppo umano, in cui ciò che funziona risulta invisibile, perché molti sguardi sono rivolti al passato? Cosa accadrà se alcuni valori fondamentali vengono nuovamente diffusi in tutto il mondo e incoraggiano complesse e significative reti sociali che rappresentano i governi futuri?”

Molti attivisti per i diritti umani sono stufi di essere etichettati o di passare per matti soltanto perché si sono accorti che il sistema si basa sul crimine e non lo accettano. Non è matto chi denuncia i crimini ma chi cerca di non vederli o accetta un sistema così iniquo.
Cambiare è il diktat del futuro dell’umanità, e continuare a negare l’evidenza dei fatti significa diventare complici di criminali.
Teniamo conto che i cambiamenti non possono avvenire di colpo: è necessario che prima avvengano dentro di noi. Non si può certo cambiare la realtà senza prima cambiare se stessi.
Ricordiamo che la base del vecchio potere era proprio la manipolazione mentale, e dunque soltanto uscendo da questa manipolazione potremo concepire una realtà diversa, non più dominata da personaggi corrotti e disposti a tutto per proteggere privilegi e potere.
Occorre dapprima concepire i cambiamenti, ovvero credere possibile una realtà in cui sono le persone comuni a detenere la sovranità politica e monetaria, e non la perdono a favore di partiti o istituzioni truffaldine.

Credere nel cambiamento è importante, anzi fondamentale. Non può certo cambiare una persona che si crede incapace di farlo, e non può migliorare la realtà chi si crede impotente.
Per dirla con Hawken, “Nel bene e nel male, occupiamo oggi un pianeta umano, e guidiamo molte delle sue forze evolutive… Le azioni umane influiranno sul destino di tutti gli esseri viventi, perché non esiste un luogo sul pianeta da cui le nostre attività sono assenti… L’evoluzione è ottimismo in azione”.



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NOTE

1) Discorso tenuto da Gordon Brown il 13 ottobre 2008 alla City di Londra.
2) http://novoordo.blogspot.com/2009/07/la-crisi-finanziaria-mette-la-strizza.html
3) http://www.youtube.com/watch?v=GIhcfVePAoE&eurl=http%3A%2F%2Fwww%2Ementereale%2Ecom%2F&feature=player_embedded
4) http://it.peacereporter.net/articolo/16002/%27Questa+%26egrave%3B+una+crisi+dei+diritti+umani%21%27
5) http://www.moltitudineinarrestabile.it/
6) Per capire il concetto di “stegocrate” si veda http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/03/lipotesi-stegocratica-parte-prima-il.html e http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/03/lipotesi-stegocratica-parte-seconda.html
7) http://www.moltitudineinarrestabile.it/


PER APPROFONDIRE

Abbate Carmelo, “La trappola: come banche e finanza mettono le mani sui nostri soldi (e come non farsi fregare dalla crisi)”, Piemme 2008.
Hawken Paul, “Moltitudine Inarrestabile. Come è nato il più grande movimento del mondo e perché nessuno se ne è accorto”, Edizioni Ambiente, Milano 2009.
Klein Naomi, “Shock Economy. L'ascesa del capitalismo dei disastri”, Rizzoli 2007.
Klein Naomi, “No Logo. Economia globale e nuova contestazione”, Baldini Castoldi Dalai, 2007.

10 commenti:

balconaggio ha detto...

proprio così!
ben detto! (scritto)

fabrizio ha detto...

Bastiat(libertario)scriveva:
la cosa più urgente non è che lo stato insegni,ma che lasci insegnare.Tutti i monopoli sono detestabili,ma il peggiore di tutti,è il monopolio dell'insegnamento.
(ciò che si vede,ciò che non si vede di Frèdèric Bastiat)
saluti fabrizio

Portierino ha detto...

Sono mesi che mi dedico ad un accrescimento personale per conoscere la vera storia e la natura dell'uomo. Sono alla ricerca di un cambiamento e spesso gli amici chiedono cosa si possa fare data la situazione contingente. In questo articolo ci sono tanti elementi concreti che ci serviranno come spunto per il futuro.
Grazie!

Francesco ha detto...

"Studiare la storia attraverso testi indipendenti".
È possibile consigliare i testi? Seguo in attesa della ristampa di "Dittature la storia occulta":a quando?

Antonella Randazzo ha detto...

Il libro "Dittature" sarà pronto in autunno.
Un altro mio libro che può essere utile a capire come agisce l'impero americano e cosa sono davvero il "terrorismo" e la "globalizzazione" è "La nuova Democrazia" (editore Zambon).
Poi ce ne sono molti altri. Ad esempio:
AA.VV., "Il libro nero del capitalismo", Marco Tropea Editore, Milano 1999.
CRBM/Manitese (a cura di), "Tutte le bugie del libero commercio", Terredimezzo Editore, Milano 2005.
Crouch Colin, "Postdemocrazia", Edizioni Laterza, Bari 2005.
Graziano Walter, "Hitler ha vinto la guerra", Arcana, Roma 2005.
Johnson Chalmers, "Gli ultimi giorni dell'impero americano", Garzanti, Milano 2001.
Pilger John, "Agende nascoste", Fandango Libri, Roma 2003.

ubupirata ha detto...

Intanto complimenti dell'articolo.
Vorrei suggerire, fra le cose concrete da fare, aderire ad un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale). Se vogliamo buttare giù il sistema dobbiamo fare in modo di non averne + bisogno, e partire dal cibo penso che sia il primo, e forse il più importante, passo da fare.
Acquistando quanto più possibile cibo (ma anche tutto il resto, noi compriamo anche le scarpe, per esempio) dai produttori locali senza passare dalla grande distribuzione instaura tutta una serie di processi virtuosi (si genera lavoro sano, si creano meno rifiuti, si produce meno co2, si ripristina l'idea di comunità, si dà meno importanza ai soldi, ...) che possono davvero contribuire a migliorare questo mondo.
Saluti

Damiano

Portierino ha detto...

Io posso suggerire queste letture:
Epiphanius - Massoneria e sette segrete.
Loretta Napoleoni - Economia canaglia.
Marco Pizzuti - Il sentiero occulto del potere.
David Icke - Il Segreto più Nascosto.
Dr Hamer - Testamento per una Nuova Medicina Germanica.
Ferruccio Pinotti - Poteri forti; Opus Dei segreta; Fratelli D'Italia.
Antonella Randazzo - Bambini psicoprogrammati; Dittature la storia occulta; Il nuovo mondo.
Panvini Sigismondo - Geometria del male.

Franco ha detto...

Anche io suggerisco il libro di Marco Pizzuti Il sentiero occulto del potere http://www.ibs.it/code/9788880936329/pizzuti-marco/rivelazioni-non-autorizzate-il.html. Devo dire che è un libro molto interessante, ai avvicina molto al libro capolavoro di antonella: dittature la storia occulta. Vorrei chiedere ad antonella se ha già letto il libro di marco pizzuti e cosa ne pensa . Grazie.

Antonella Randazzo ha detto...

Purtroppo non l'ho ancora letto ma è un libro che senz'altro leggerò.

Inenascio Padidio ha detto...

(2/2) ... Qual è il FINE della “Lezione...”? È solo quello di garantire a chiunque il futuro in pace, serenità e appagati della vita terrena, qui ed ora, a prescindere dell’aldilà, di ogni religione, filosofia o scienza. Sia chiaro che la connazionale, Signora Antonella Randazzo, usufruisce della ricca ‘franchigia’, da me istituita, di Lit. 6 mld. Vale a dire che se il suo patrimonio mobiliare e immobiliare non supera detto importo di franchigia, la “Lezione di Sapienza” è GRATUITA. In linea di massima sarà una piccola percentuale (inferiore al 10%) di connazionali ricchi soggetti ad onorarmi con il loro SUPERFLUO.
In cosa consiste la “Lezione di Sapienza”? Consiste nell’aver reso conoscibile, nella mia persona, il kantiano ‘noumeno’ = “la cosa in sé”, ora conoscibilissimo! Le menti più geniali di tutti i tempi (x tutti cito solo Hegel, Kant, Nietzsche, Einstein, Severino) non hanno potuto. Ci sono riuscito io! Stolto di Dio! Occorre soltanto prenderne atto ed essere ONESTI con se stessi, rendendolo di pubblico dominio.
E’ tutto verificabilissimo! C’è un’Opera epistolare e profetica in “scripta manent”: “LA DIVINA COMMEDIA BIS”, depositata presso gli “Amici particolari” Sgarbi e Berlusconi, principalmente; poi Severino et al., con A.M. Cenci e O. Fallaci, decedute. Inoltre, l’Opera è stata inviata, in compendio (13^ Epistola, con allegato documento personalizzato numerato da 1 a 333), a tutti gli Italiani, esemplificati appunto, in oltre 333 prime personalità politiche, imprenditoriali, scientifiche, religiose, con Racc. A.R. del 19/12/2000. Carta canta! Fatti tangibili, inopinabili. Un K.O. a tutti gli Italiani! Per il loro benessere!
Non si deve aver paura e temere niente! Al Governatore Trichet della BCE, verranno restituiti i 1.700 mld di Euro del “Debito pubblico” e NESSUNO dovrà più spadroneggiare! Intesi? Spero di sì!
Invece di perderVi in sterili infiniti dibattiti, approfondite semplicemente la conoscenza di Inenascio Padidio. Unicuique suum! È ora di conoscere anche il *BENE assoluto*! Da me divinamente rappresentato. Serenità :-)