lunedì

PIRATI & MAFIOSI La vera storia del crimine organizzato



Sono stati scritti molti libri sulla mafia, ma è stato detto tutto?
Gli italiani sanno cos’è davvero la mafia? E’ davvero "made in Italy" come alcuni credono?
Alcune regioni d’Italia sono soffocate dalle organizzazioni di tipo mafioso, e queste organizzazioni criminali incidono non poco sulla vita di molte persone. Eppure gli italiani ignorano molte cose sulla mafia. I mass media, pur trattando temi attinenti, non toccano alcuni tasti che permetterebbero di capire meglio il tragico fenomeno. I recenti fatti di Rosarno rappresentano un triste esempio di ciò.
Come agisce la mafia? Come influisce sull’economia e come impedisce lo sviluppo di intere regioni? E’ stato detto tutto su chi l’ha creata e perché?
Per moltissimi anni persino la sua esistenza è stata negata, ma oggi che tutti sanno benissimo che esiste come mai non viene distrutta da uno Stato che si dice democratico?
Come mai in alcuni luoghi tutti sanno quali sono le “famiglie” che organizzano i traffici mafiosi ma nessuna delle autorità preposte approfondisce e arresta?
Il fenomeno delle organizzazioni criminali viene trattato in questo libro in modo nuovo, partendo da un accostamento insolito fra pirateria e mafia.
Cosa possono avere in comune due fenomeni che di solito intendiamo come distanti nel tempo e nello spazio? Questo libro fa emergere eventi e significati poco conosciuti dell'uno e dell'altro fenomeno, dimostrando come una maggiore comprensione di essi può aiutarci a capire meglio il mondo attuale. Tramite il racconto di eventi storici non presenti nei nostri testi scolastici, il fenomeno della criminalità organizzata viene demistificato e mostrato quale esso è realmente.
Il libro percorre le linee essenziali per comprendere le caratteristiche proprie delle organizzazioni criminali, e come esse non possano essere considerate avulse dal sistema di potere che si fonda sulla guerra, sulla distruttività e sulla diseguaglianza. L'opera affronta anche il problema di come distruggere le organizzazioni criminali per costruire un futuro in cui la cultura dello Stato di Diritto possa prevalere.
La trattazione, pur basandosi completamente su documenti ufficiali, offre al lettore la possibilità di riflettere su contenuti storici che confutano alcuni assunti che eravamo abituati a non mettere in discussione.


INDICE DEL LIBRO


INTRODUZIONE.........................................................5


CAPITOLO I - LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI DEL MONDO MODERNO: LA PIRATERIA
...........................................................................13

La Pirateria oggi

CAPITOLO II - COSA NOSTRA E LE SORELLE........................65

Gangsterismo e cultura mafiosa

CAPITOLO III - LE RETI MAFIOSE INTERNAZIONALI..............117

Criminalità economica e mafia

CAPITOLO IV - I TRE LIVELLI DEL CRIMINE ORGANIZZATO.......................................................161


CAPITOLO V - LOTTA CONTRO IL CRIMINE ORGANIZZATO......................................................195

Lotta alla mafia e mass media

Una cultura dello Stato di Diritto


BIBLIOGRAFIA.......................................................265



INTRODUZIONE

Un accostamento insolito: pirateria e mafia. Cosa possono avere in comune due fenomeni che di solito intendiamo come distanti nel tempo e nello spazio? Questo libro fa emergere eventi e significati poco conosciuti dell'uno e dell'altro fenomeno, mostrando come entrambi siano parte della stessa realtà, e come una maggiore comprensione di essi può aiutarci a capire meglio il mondo attuale. Tramite questo insolito accostamento, e il racconto di eventi storici non presenti nei nostri testi scolastici, il fenomeno della criminalità organizzata viene demistificato e mostrato quale esso è realmente.
Questo libro, considerando fonti storiche ufficiali e attuando logici collegamenti fra gli eventi, prova l'esistenza di insospettabili analogie fra pirateria e mafia, persino nella struttura organizzativa. Entrambi i fenomeni risultano essere organizzazioni criminali create e finanziate dall'oligarchia dominante per portare avanti traffici illegali e generare paura nella popolazione, creando una cultura della violenza altamente involutiva. Si tratta di un modo nuovo di intendere le organizzazioni criminali, considerando la loro esistenza già nei secoli XVII, XVIII e XIX, in cui contribuirono a decretare il prevalere del domino inglese sull'Europa e sul nuovo continente.
Molti stentano a mettere in rapporto le organizzazioni mafiose e il sistema economico-finanziario nel suo complesso. Tuttavia, tale legame è oggi più evidente che mai: numerose banche americane ed europee riciclano milioni di euro e di dollari provenienti dagli affari mafiosi, mentre le istituzioni nazionali e internazionali preposte a lottare contro la mafia non ricevono il necessario per poter essere efficaci, e vengono contrastate e indebolite in vari modi. Inoltre, sono molte le leggi che consentono ai mafiosi di continuare ad operare impunemente.
In nessun altro fenomeno, come nella mafia, le connessioni col sistema di potere sono evidenti. Oltre allo sbarco angloamericano in Sicilia (1943), occasione in cui, come ormai tutti sanno, la mafia fu ricostituita nell'isola, esistono numerosi altri fatti più recenti che attestano la vicinanza dell'organizzazione mafiosa al potere dominante: le guerre americane per il controllo della produzione di droga, oppure la produzione di nuove droghe ad opera della Cia, o, ancora, gli eventi che vedono la partecipazione di autorità statunitensi (come George Bush Senior) a fatti relativi a traffici illegali mafiosi, come il traffico di droga e di armi. Questo libro spiega tali legami, per consentire una vera conoscenza del fenomeno mafioso.
Credere che la mafia sia un fenomeno sociale nato casualmente, circoscritto ad un'area geografica, o addirittura un fenomeno antropologico, equivale a credere ad una casualità assurda, sarebbe come credere che la bomba atomica possa essere caduta casualmente su Hiroshima.
Questo libro spiega le origini storiche del fenomeno della criminalità organizzata, senza cadere nei comuni errori, frutto di mistificazioni e di propaganda finalizzate a nascondere verità scottanti per l'élite al potere.
La stessa ammissione di esistenza della criminalità organizzata è un frutto di recente acquisizione. Fino agli anni Cinquanta, il Direttore dell'Fbi Edgar J. Hoover sosteneva che la mafia non esisteva, e fu costretto a cambiare idea quando in TV tutti videro alcuni boss appena arrestati.
Il concetto di "mafia", già sul finire del XIX secolo veniva utilizzato in Europa ad indicare la delinquenza. Tuttavia, l'idea che si trattasse di un'organizzazione criminale organizzata e manipolata dall'alto è recente. Nel nostro paese, a lungo le autorità hanno cercato di nascondere il potere mafioso. Ad esempio, il Cardinale di Palermo Ernesto Ruffini, dopo l'attentato di Ciaculli (1963), scrisse al Segretario di Stato Vaticano Cardinal Amleto Giovanni Cicognani che "la mafia era un'invenzione dei comunisti per colpire la D.C. e le moltitudini di siciliani che la votavano". Per alcuni deputati italiani la mafia era "un'esagerazione della stampa".
Soltanto nel 1982, dopo l’uccisione di Pio La Torre e del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, fu approvata la legge La Torre (n. 646, G. U. n. 253 del 14 settembre 1982) in cui per la prima volta si definiva il delitto di "associazione di tipo mafioso".
Che l'esistenza del fenomeno dovesse rimanere segreta era nell'intento di chi l'aveva creato. Si racconta che quando i boss chiesero a Lucky Luciano di dare un nome alla loro organizzazione, egli abbia risposto: "Niente nomi, così questa 'cosa nostra' non potrà essere chiamata da nessuno e noi resteremo invisibili".
Con la definizione esatta del reato di "associazione mafiosa", si capì chiaramente quanto tale organizzazione fosse distruttiva e nociva per la società civile, e nacque un netto rifiuto da parte dei cittadini.
L'origine storica della mafia è diventata negli anni sempre più chiara: mentre in passato si propagandava l'origine siciliana del fenomeno, oggi è possibile, risalendo alle sue prime manifestazioni, comprendere che essa è stata creata per difendere interessi e potere, presumibilmente a partire dall'inizio dell'Ottocento, periodo in cui alcuni nobili inglesi si appropriarono di miniere e di territori siciliani, e assoldarono personale locale al fine di esercitare potere di repressione sulla popolazione, per difendere le proprietà usurpate.
Il fenomeno mafioso è spesso descritto dai media e dalle produzioni televisive e cinematografiche come un fenomeno antropologico. Nelle produzioni di Hollywood, ad esempio nel film Il Padrino, il mafioso viene presentato come una sorta di tipo antropologico, che utilizza persino un certo tono di voce e un determinato abbigliamento. Questo significa stereotipare un fenomeno estraendolo dal contesto storico reale in cui è stato creato.
La mafia, come questo libro dimostra con abbondanti documenti, testimonianze e studi, è un'organizzazione creata "ad oc" per svolgere determinate funzioni, e riceve precise protezioni, senza le quali non potrebbe esistere. Volerla trasformare in un "tipo antropologico" o in un fenomeno nato dal basso significa occultare come agisce l'oligarchia dominante, e i metodi che essa utilizza per continuare a dominare.
Oltre alla pirateria e alla mafia, oggi esistono altre organizzazioni che commettono crimini, come la massoneria e i servizi segreti. Questo libro prova che tutti questi sistemi sono assai più vicini fra loro di quanto si possa comunemente credere. Spesso la mafia, i servizi segreti e la massoneria hanno agito insieme per attuare azioni criminali, come colpi di Stato o repressioni nel sangue.
La pirateria risulta essere un vero e proprio metodo di conquista del potere, allo stesso modo della guerra, ossia attraverso l'uso del crimine e della forza. Il fenomeno è stato stranamente offuscato nella sua verità, e trattato come argomento fantasioso o avventuroso piuttosto che come fenomeno storico. Col passar dei secoli, le immagini dei pirati diventarono sempre più ammantate di mistero, ambiguità, romanticismo o eroismo. Libri come "Il corsaro nero" di Emilio Salgari presentarono i corsari come figure eroiche, coraggiose e capaci di imprese avvincenti e audaci. Molte produzioni cinematografiche sui pirati sono più che altro di evasione e di intrattenimento, con scene d'azione spettacolari ed eroiche.
La pirateria dunque, anche a causa delle numerose produzioni cinematografiche e letterarie, è un fenomeno storico poco conosciuto nella sua verità e sottovalutato nella sua importanza storica, come fosse del tutto marginale. Questo libro prova il contrario: non soltanto la pirateria è stata una forma storica di criminalità organizzata, ma essa ha avuto molta importanza nelle guerre egemoniche fra le autorità europee.
La pirateria è una prova di come i governi occidentali utilizzassero anche in passato metodi criminali per accrescere il loro potere e per seminare paura fra le popolazioni. Le ricerche sulla pirateria angloamericana hanno portato alla conclusione che il 98% dei pirati angloamericani erano ex marinai di navi mercantili o della Royal Navy, che assumevano l'incarico per conto delle stesse autorità per cui avevano lavorato in precedenza. La differenza era che come pirati dovevano assaltare le navi nemiche e depredarle, portando alle autorità della madrepatria parte del bottino. Le vittime non erano soltanto le navi di nazionalità avversaria, ma anche le popolazioni costiere, assai spesso saccheggiate, e vittime di estorsioni e violenze. La pirateria fu un fenomeno criminogeno tremendo, che costò molte migliaia di vittime e contribuì a generare un ambiente e uno stile di vita improntati alla degenerazioni morale e alla dissolutezza, che produssero infelicità e sofferenza. Gli ambienti frequentati dai pirati erano assai simili a quelli dei gangster, in cui si beveva molto alcol e si praticavano attività come il gioco d'azzardo e la prostituzione, cercando illusoriamente sollievo dall'infelicità. La pirateria mirava a creare una cultura della violenza e della sopraffazione. Spesso le vittime erano donne e bambini inermi, colpevoli soltanto di vivere nelle città assalite. Il pirata che diventava più potente era quello più sadico, che non aveva alcuno scrupolo a torturare e ad uccidere. La pirateria, più che una storia di avventura, è una storia di crimini e di lotte per il potere.
Nella madrepatria, alcuni pirati, come Henry Morgan e Francis Drake, pur avendo commesso azioni efferate, venivano accolti nei salotti dell'alta società, e ammirati come fossero eroi. In realtà essi saccheggiavano e terrorizzavano per conto della Corona, erano, come si direbbe oggi, "terroristi".
Oggi la pirateria esiste ancora e agisce per gli stessi motivi per cui agiva in passato: per sottrarre ricchezze e per indebolire o controllare determinate aree geografiche.
Questo libro offre un nuovo approccio alla conoscenza del fenomeno delle organizzazioni criminali, mettendo in luce aspetti inquietanti, ma senza i quali non si può acquisire una vera comprensione. Le organizzazioni criminali appaiono come parte integrante del sistema, con l'importante compito di diffondere paura, mercificazione e morte, aspetti importanti per mantenere l'attuale assetto di potere, e impedire ai popoli una vera emancipazione culturale e morale.
Se la mafia è un'organizzazione basata su attività illecite e criminali, occorre constatare che essa non potrebbe esistere senza la possibilità di riciclare denaro o senza sfuggire all'occhio vigile dei servizi segreti internazionali.
Dalla pirateria, alle gang e alle organizzazioni segrete, il libro percorre le linee essenziali per comprendere cos'è un'organizzazione criminale, e come essa non possa essere considerata avulsa dall'attuale sistema di potere.
L'opera affronta anche il problema di come distruggere le organizzazioni criminali per costruire un futuro di pace, in cui la cultura dello Stato di diritto possa prevalere. L'Italia vanta una lunghissima tradizione di lotte contro la mafia. Già nel 1871, il magistrato Diego Tajani denunciò le collusioni dello Stato con la mafia, e se non fosse stato costretto a dimettersi avrebbe portato alla luce tutta la verità sulla mafia, distruggendo il potere mafioso e il sistema iniquo che lo reggeva. Altre personalità della magistratura, delle forze dell'ordine, intellettuali, giornalisti e cittadini comuni hanno portato avanti la lotta alla mafia. Persino gli stessi mafiosi hanno voluto collaborare per distruggere la criminalità organizzata. Nel marzo del 1973, il mafioso Leonardo Vitale decise di consegnarsi liberamente alla polizia e di svelare gli aspetti più incredibili della storia di Cosa Nostra. Lo Stato reagì rinchiudendolo in manicomio. Venti anni dopo, il giudice Falcone prenderà sul serio le stesse rivelazioni fatte da Tommaso Buscetta, iniziando così una lotta efficace contro la mafia. Il pool Antimafia dimostrò che distruggere la mafia non è possibile senza comprenderla nei suoi legami internazionali, e nell'appoggio che essa riceve all'interno del sistema. Per estirpare questo male non basta una dichiarazione d'intenti o il ripudiarla dal profondo della propria anima. Sconfiggere la mafia significa scovare tutti i responsabili.
Questo libro, facendo luce sui fatti, mostra inoppugnabilmente che la mafia è un fenomeno umano circoscritto, che vede il coinvolgimento di persone che potrebbero essere identificate e costrette a subire le conseguenze giudiziarie delle azioni criminali che hanno commesso o avallato. La mafia si può perseguire e si può distruggere, ma per farlo occorre necessariamente considerarla sotto nuovi aspetti, che permettano di capire l'involuzione e la distruttività che essa rappresenta, e come soltanto eliminandola sarà possibile un vero progresso morale, civile ed economico.


Antonella Randazzo si è laureata in Filosofia all'Università di Pavia, città nella quale ha insegnato. Si occupa da tempo di Storia Moderna e Contemporanea, Scienze dell'Educazione e Diritti Umani. Ha pubblicato "Roma Predona" (Kaos Edizioni 2006), "La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia Usa" (Zambon Editore 2007), "Bambini psico-programmati" (Edizione Leone Verde 2007), "Il travagliato Travaglio" (Edizioni Espavo 2009) e "Dittature. La Storia occultata" (Edizioni Espavo 2009).


ALCUNE DOMANDE A CUI IL LIBRO RISPONDE: Cosa sono le organizzazioni criminali? Cos’è la mafia? La mafia è più potente dello Stato? Perché il fenomeno mafioso non può essere considerato un "made in Italy"? Cos’è la criminalità finanziaria e che legami ha con la mafia? In che modo la politica partitica è collegata alla mafia? Qual è il rapporto fra dinamiche geopolitiche di potere e organizzazioni criminali?

COME ACQUISTARE IL LIBRO: Per acquistare il libro occorre scrivere all'indirizzo e-mail nuovaenergia@rocketmail.com oppure all'indirizzo giadamd@libero.it indicando NOME, COGNOME E INDIRIZZO COMPLETO, lo pagherete in contrassegno euro 16,50 + 6,50 per contributo imballaggio, spese postali e contrassegno.
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DISSIMULAZIONI MASSONICHE

COSA SONO E COME OPERANO LE RETI MASSONICHE DAL XVIII SECOLO AI NOSTRI GIORNI

Di Antonella Randazzo



Nell’Ottocento, il popolo italiano capiva che i politici e la Corona erano controllati dalla massoneria, e provava disagio per questo. Lo studioso Matteo S. Giordano spiegava: “Chi volesse pigliarsi il fastidio di leggere tutti i discorsi della Corona, fatti in Italia dal 1860 sin’oggi, troverebbe che i Ministri de’ diversi partiti, succedutisi in ogni tempo, han mai permesso che in quella solenne ricorrenza fosse profferita la parola di Dio; e alla Provvidenza han fatto sostituire il caso e la fortuna della stella d’Italia (a cinque punte! Mi spiego?), alla fede in Lui quell’altra nel progresso della scienza e nell’avvenire della patria”.

Cos’è davvero la massoneria e che ruolo ha oggi? Per quale motivo, nel corso dei secoli, è diventata il tabù dei tabù?
E’ davvero così poco importante per la nostra vita quotidiana come sembra?
Come mai nelle maggiori indagini della magistratura emergono gruppi di affiliati massoni che agiscono in modo truffaldino o criminale? Perché molti mafiosi sono affiliati alla massoneria?
Sono stati scritti moltissimi libri sulla massoneria, ma nessun libro, prima di questo, ha spiegato con chiarezza il ruolo delle reti massoniche nel sistema di potere attuale.
In questo libro emerge una sorta di “schizofrenia” del fenomeno massonico. La massoneria è stata raccontata come “tutto” e il contrario di “tutto”. Ovvero essa è stata descritta con categorie antitetiche: democratica e istituita per controllare; spirituale e satanica; militaristica e orientata alla libertà; tollerante e piena di pregiudizi verso le donne e i neri; ideologicamente neutrale e con un corpo ideologico rigido; orientata alla fratellanza universale e motivata alle guerre, ecc.
Dall’analisi storica e sociologica degli ultimi secoli, emerge il senso di questa rete di potere e controllo, si comprende chi la capeggia e gli effetti che produce nella realtà. Il testo percorre le fasi storiche più importanti della massoneria, facendo luce su come i più importanti fatti storici, economici e finanziari siano strettamente legati a questo fenomeno.
Il libro tratta anche gli aspetti psicologici, antropologici e sociologici del fenomeno, non trascurando il contesto in cui le varie massonerie sono nate e si sono sviluppate.



INDICE

INTRODUZIONE.......................................................5

CAPITOLO I - Le dissimulazioni massoniche ……................23
Par. I - Il B’nai B’rith
Par. II - L’Ordine dei Templari
Par. III - Società massoniche dichiaratamente violente e razziste
Par. IV - Massoneria anglo-americana oggi

CAPITOLO II - Massoneria in Italia …............................102
Par. I – Risorgimento massonico insanguinato
Par. II - La Loggia Propaganda
Par. III - Massoneria e finanza
Par. IV- L'Istituto per le Opere di Religione (IOR)
Par. V - Allusioni nei mass media

CAPITOLO III – Oltre la dissimulazione ..…....................183
Par. I – Un altro percorso iniziatico
Par. II - I Rosacroce
Par. III – I pochi e i molti
Par. IV - Simbologia Massonica
Par. V - Massoneria e satanismo

CAPITOLO IV – Gli adepti .………….............................245
Par. I - Reclutamento per lavaggio del cervello
Par. II – Gli adepti all’Opus Dei
Par. III – Paura, infelicità e potere

CAPITOLO V – Demolire le reti massoniche...................289
Par. I - La loggia Propaganda Due e la Commissione Anselmi
Par. II - Mafia, Massoneria e Servizi Segreti
Par. III - Sconfiggere le reti massoniche

BIBLIOGRAFIA.....................................................351




INTRODUZIONE

Moltissimi libri sono stati scritti sulla massoneria, specialmente negli ultimi tre secoli. Nella maggior parte dei casi si tratta di libri scritti da massoni allo scopo di dare un’immagine prestigiosa e positiva dell’organizzazione. Molti altri libri sono stati scritti da cattolici e non, per far emergere volti meno rispettabili delle associazioni massoniche.
Questo libro non può essere posto né nella prima categoria né nella seconda, dato che non è né pro-massoneria né anti-massoneria. Ci è sembrato riduttivo e parziale partire da un presupposto propagandistico oppure oppositivo. Il nostro intento era quello di portare alla luce quello che la massoneria risulta essere dal punto di vista storico e sociale. La ricerca storica dovrebbe semplicemente considerare i fatti storici connessi all’argomento, senza alcun interesse a modificare fatti e testimonianze per apologizzare o avversare.
Anche se sono stati scritti moltissimi libri sulla massoneria, ad oggi rimane un argomento non chiaro, valutato come “strano”, non univoco e confuso.
Coscienti del retroterra di confusione, mistificazione e scetticismo che ha accompagnato tale argomento, abbiamo cercato di fare chiarezza consultando testi di vari autori, massoni e non.
L’opinione comune vede questo tema come “esotico”, “bizzarro” e non rilevante al fine di comprendere la realtà in cui si vive.
La stessa ricerca dei materiali è problematica: non è possibile accedere direttamente agli archivi se non si è “accademici accreditati”, e dunque dall’ambiente massonico e dai suoi archivi vengono esclusi tutti coloro che non sono adepti o che non hanno alcun incarico accademico rilevante.
Considerando la letteratura sulla massoneria, quello che salta all’occhio è che, anche le pubblicazioni più precise, dettagliate e complete, glissano su alcuni argomenti, o non li trattano in modo così chiaro e completo come trattano altri aspetti. Ad esempio, uno degli argomenti poco toccati e chiariti è quello dei vertici massonici, ovvero del controllo delle logge massoniche da parte di chi ha creato la massoneria e la diffonde. Un altro argomento è quello del culto luciferino, testimoniato da non pochi massoni o ex massoni, e documentabile attraverso varie simbologie, riti e comportamenti massonici.
Un problema che emerge nello studio della massoneria riguarda una sorta di “schizofrenia”. Addentrandosi nella ricerca si capisce che la massoneria è stata raccontata come “tutto” e il contrario di “tutto”. Ovvero essa è stata descritta con categorie antitetiche: democratica e istituita per controllare; spirituale e satanica; militaristica e orientata alla libertà; tollerante e piena di pregiudizi verso le donne e i neri; ideologicamente neutrale e con un corpo ideologico rigido; orientata alla fratellanza universale e motivata alle guerre, ecc.
Insomma, cos’è davvero la massoneria e che ruolo ha oggi? E’ davvero così poco importante per la nostra vita quotidiana come sembra?
Dall’analisi storica e sociologica degli ultimi secoli, la massoneria emerge come una sorta di rete di potere e controllo, capeggiata da un vertice che talvolta pianifica con largo anticipo gli eventi voluti e ha i mezzi finanziari e politici per realizzarli. In particolare, dalla creazione della Loggia Madre di Londra, queste reti sono state istituite in molti paesi, Italia compresa.
Per molto tempo, dopo l’Unità d’Italia, i governi italiani furono accusati di essere governi massoni. Di fatto moltissimi politici erano massoni, così come molti militanti nei Partiti, nei Sindacati, molti giornalisti, imprenditori, banchieri, latifondisti, ecc.
I massoni ebbero un ruolo rilevante nel periodo risorgimentale, ma anche dopo. Essi influirono sulle scelte belliche, sulla Marcia su Roma, e persino sull’avventura dannunziana a Fiume.
Pochi italiani sanno che in Italia, fino agli anni Venti dello scorso secolo molti italiani sapevano che i governi post-unitari erano sotto controllo della massoneria e se ne lamentavano sentendosi in un sistema opprimente. Intellettuali come Benedetto Croce e Luigi Einaudi rilasciavano dichiarazioni esplicite su questo argomento. Frasi come “Per quanto mi sia sforzato, non sono riuscito a trovar nulla che potesse esser detto in favore di una così comica e così camorristica come la massoneria” (detta da Einaudi), non stupivano nessuno perché era noto che maestri massoni come Lemmi condizionassero le scelte di governo, allineandole con la volontà delle alte autorità massoniche, che coincidevano col gruppo dominante, che intendeva tenere in scacco il paese impedendone ogni spontaneo e libero sviluppo.
Sia alla Camera che al Senato c’erano persone che denunciavano tale situazione, anche se le loro denunce non sortivano alcun effetto concreto essendo in minoranza. Ad esempio il senatore Santini, durante una seduta ebbe a dire: “Del resto, aveva detto a maggio il parlamentare di Palazzo Madama, quali finalità, quale rispettabilità presenta questa associazione? A me piace parlar chiaro: quali ne sono le eccelse autorità? Noi sappiamo che coloro i quali vi presiedono hanno tante scarse benemerenze e tradizioni liberali, che non fino al ’70, ma fino al ’75 erano papalini temporalisti. Il che qui, in Roma nostra sanno tutti, anche i selci delle dirute strade. Ciò non può essere oltre tollerato. E potrei, se non fosse per amor di brevità, dar lettura di brani di frammassoni onesti, che bollano a sangue la ridicolosamente misteriosa associazione. Vi sono prospettati i ridicoli misteri, le molteplici buffonate, i pomposi giuramenti, le pagliaccesche funzioni e una infinita serie di altre amenità, proprio in contraddizione con ogni liberale ordinamento” (1).

Alcuni autori parlano di “pregiudizio” ancora presente fino agli anni Venti dello scorso secolo, che induceva a vedere la massoneria come fomentatrice di rivoluzioni. Altri sostengono che tale presunto “pregiudizio” deriverebbe dal fatto che il cattolicesimo avversava la massoneria e aveva interesse a screditarla o a metterla in cattiva luce. Si vuol far credere che non ci siano fatti concreti che inducano a ritenere che la massoneria abbia esercitato un potere iniquo.
Ma dai fatti emersi, si comprende che di pregiudizio non si tratta, e che parlare di “pregiudizio”, così come anche parlare di “massoneria deviata”, serve a convincere della buona fede della massoneria.
Un’altra cosa che salta all’occhio quando si studiano testi scritti da massoni è che in quasi tutti questi libri c’è una parte (spesso posta alla fine del libro) in cui si dà una chiara stoccata a chi solleva il fatto che le reti massoniche abbiano avuto ruoli storici spesso di tipo criminoso. Questi autori mirano ad accusare coloro che sollevano questa realtà di essere “scettici” e “sospettosi”. Alcuni autori ritengono che si tratti di “antimassoneria” oppure di “”complottismo” privo di prove oggettive e razionali.
Si vuole dunque far passare una denuncia fondata su fatti storici precisi e verificabili per un atteggiamento mentalmente non equilibrato o emotivo. Questa tecnica è assai comune nella propaganda che mira a proteggere lo status quo da coloro che, sollevando certe questioni normalmente occultate, possono metterlo a repentaglio.
Si tratta certamente di un atteggiamento paradossale. Per usare una metafora: se qualcuno di noi vedesse una persona rubare e gridasse “al ladro!” non verrebbe certo accusato di essere contro la persona vista rubare, e nemmeno si sospetterebbe che la persona che sta denunciando un reato possa essere mentalmente disturbata, dato che il reato esiste. Lo stesso dicasi per i misfatti criminali provocati dalle reti massoniche di potere: chi li denuncia e può provarli non dovrebbe certo essere accusato di essere “antimassone” o mentalmente disturbato da una “natura sospettosa”. Eppure, ancora oggi molti autori massoni cercano di screditare chi denuncia i crimini delle reti massoniche additandoli come irrazionali e glissando sulle prove concrete. Ad esempio, scrive Laurence Gardner:
“Chi aderisce alla teoria del complotto considera la dabbenaggine dei più come un atteggiamento infantile… sono dubbiosi, sono per natura sospettosi… è quasi un atteggiamento filosofico che intende la ricerca della verità come la possibilità di sollevare i veli che ad arte la occultano agli occhi dei più…Il messaggio negativo di fondo è che, sempre e in tutti i casi, i governi sono corrotti, l’industria è corrotta, tutto è corrotto, allo scopo di creare un ambiente e situazioni di instabilità diffusa, dove poter mantenere attivo un potere di base” (2).
Con queste parole Gardner vuole far credere che la corruzione e i crimini del gruppo di potere legato alle reti massoniche siano un’invenzione di menti “filosofiche” di persone che di natura sono “sospettose”. Ovvero, egli vuole convincere i lettori che i crimini oggettivi e verificabili non esisterebbero.
Questo libro prova che questi crimini purtroppo esistono e non sono inventati da “menti filosofiche” o da persone “sospettose per natura”. Noi preferiremmo di certo che fosse così, ma non lo è.
La verità è ben altra, e chiudere gli occhi per timore di essere screditati a colpi di stoccate miranti a mettere in dubbio razionalità ed equilibrio non è moralmente auspicabile. E non servirebbe ad altro che a proteggere il potere criminale di coloro che agiscono attraverso la massoneria.
Come questo libro dimostra, è possibile provare con fatti storici che le reti massoniche esistono e ad oggi assolvono a compiti ben precisi.
Chi solleva la retorica della “teoria del complotto” lo fa per deviare l’attenzione dai fatti. Gli autori che cercano di portare alla luce il fenomeno delle reti massoniche non sono “antimassoneria” o fissati con presunti “complotti” ma persone motivate a vedere obiettivamente come opera il potere, al di là della propaganda.
D’altronde, come si potrebbe pensare che le tantissime persone che negli ultimi secoli hanno inteso il fenomeno massonico come una “ragnatela di potere internazionale” siano tutte matte o affette da una natura “eccessivamente sospettosa”? Sarebbe davvero esemplare dal punto di vista sociologico questo accanimento di parecchie persone contro la massoneria se essa fosse davvero soltanto un’”associazione filantropica”.
Il lettore attento, onesto e intelligente non si fermerà alle etichette ma considererà i fatti. C’è una chiara differenza tra chi fa propaganda, chi polemizza per difendere proprie posizioni ideologiche e chi fa opera di Storico.
Chi solleva i paradossi della massoneria è stato anche tacciato per ignorante, dato che si sta riferendo in modo univoco ad un fenomeno complesso e variegato. Certamente, come emerge anche da questo libro, nel suo percorso storico la massoneria ha mostrato diverse facce, e di sicuro non bisogna stigmatizzare tutti gli adepti. Sarebbe del tutto sbagliato sostenere che tutti i membri della massoneria siano persone motivate al potere e al controllo, così come sarebbe sbagliato pensare che tutti gli adepti delle logge siano consapevoli degli scopi delle reti massoniche. Come scriveva Renè Guénon: “Vi sono molti massoni, dovremmo dire addirittura la maggior parte, persino nei gradi più alti, ai quali è estranea ogni conoscenza reale della massoneria” (3).
Questo libro spiega la natura, gli scopi e gli effetti delle organizzazioni di natura massonica, andando oltre l’immagine ufficiale della massoneria e le feroci critiche rivolte a chi osa sollevare alcuni fatti storici che smentiscono quest’immagine.
Molte cose relative alla massoneria generano legittimi sospetti, ad esempio il fatto che i nostri presidenti della Repubblica sono assai propensi a fare “saluti” e “discorsi” rivolti alla massoneria, facendo intendere una certa simpatia o vicinanza. Ad esempio, Francesco Cossiga, al tempo in cui era Presidente della Repubblica mandò un saluto in occasione del convegno massonico del 21 marzo 1987. Il telegramma diceva: “Ai partecipanti e a quanti si riconoscono nel Grande Oriente d’Italia invio un cordiale e sincero augurio a operare secondo gli ideali di libertà, di giustizia e di pace nell’interesse del bene comune” (4).
Anche il nostro attuale presidente Giorgio Napolitano invia saluti e messaggi alla massoneria. Ad esempio, in occasione del convegno promosso dal Grande Oriente d’Italia nel 60° anniversario della promulgazione della Costituzione, il presidente Giorgio Napolitano inviò un telegramma di “apprezzamento”. Dato che non risultano telegrammi di “apprezzamento” o di saluto inviati ad altre organizzazioni esoteriche, ci si chiede come mai esista tale reverenza e considerazione verso la massoneria da parte delle nostre autorità. Questo libro spiega questo e molti altri fenomeni, facendo emergere il vero senso della massoneria, al di là delle dissimulazioni e delle mistificazioni, a cui molti credono anche in buona fede.
E’ certo ingenuo pensare che sia casuale che in molte inchieste della nostra magistratura siano emerse queste reti di potere che agivano in segreto per ottenere diversi risultati: per appropriarsi di denaro pubblico, per controllare la Giustizia, per creare associazioni di vario genere, per truffare, ecc.
Anche da recente, dalle indagini sulla frode al fisco che riguarda dirigenti di Fastweb e Telecom Italia sono emersi chiari collegamenti con logge massoniche. In particolare l’imprenditore Gennaro Mokbel, parlando ad un amico confessava: “Alle 4 e mezzo aspetto un 33˚ grado… Mio cognato è il più alto in grado, ha fatto il costruttore di una famiglia importante Scarozza- Finocchi, l’ex capo del Sisde”. L’interlocutore sottolineava: “Ce ne stanno parecchi: voi, c’è Palazzo Villa Grossi, c’è piazza del Gesù” (5).
Mokbel è il personaggio che fungeva da intermediario fra le società di telecomunicazioni che fatturavano in modo falso e gli esponenti della 'ndrangheta. Dalle indagini sono emersi collegamenti tra Mokbel e Antonio D'Inzillo, un personaggio considerato l’assassino del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis. 

Diverse altre indagini hanno portato gli inquirenti a considerare la comune appartenenza massonica di molti indagati. Chi utilizza l’intelligenza non può non trovare significativo che i mass media non facciano capire che c’è qualcosa che non quadra quando emergono truffe ai danni dello Stato e le persone implicate sono quasi tutte massoni. Le notizie spesso vengono date senza menzionare o senza far ragionare su questo importante elemento. La massoneria è l’illustre assente dei nostri media.
Alcuni massoni si prodigano a far credere che esisterebbe un volto “buono” della massoneria e uno “cattivo” o “deviato”, che sarebbe più raro. Noi non siamo propensi a credere a questa presunta realtà da “dottor Jekyll e mister Hyde”. Questa dicotomia ci appare perlomeno sospetta, considerando che essa offre il vantaggio di additare come “cattiva” o “deviata” la loggia smascherata come criminale (come la P2), “salvando” la bontà di tutte le altre. Se la magistratura non avesse smascherato la P2, essa sarebbe rimasta “buona”. Infatti, non risulta nessun caso in cui siano stati gli stessi massoni a denunciare i crimini di qualche loggia alle autorità, e lo stesso Gelli, accusato di reati gravissimi, come concorso in omicidio, non verrà mai processato seriamente dalla loggia.
Come afferma il giornalista Gianni Cipriani, “il termine ‘deviazione’ è stato creato e utilizzato per far sembrare “eccezione” quello che invece era la regola”.
D’altronde, la concezione manicheistica del buono/cattivo proposta da molti per salvaguardare la credibilità della massoneria, appare del tutto insensata all’analisi dei fatti. Certamente possono esistere persone in buona fede all’interno dell’associazione, ma, come testimoniato da tanti massoni ed ex massoni, si potrebbe parlare piuttosto di una sorta di “degenerazione” della massoneria come originaria associazione iniziatica. Tale degenerazione ha privato la massoneria della sua origine operativa ed esoterica, rendendola un’organizzazione sostanzialmente funzionale al sistema vigente, e da esso controllata.
Non c’è alcun motivo che possa spingere studiosi indipendenti a screditare un’associazione filantropica o esoterica, se davvero di questo si trattasse. Anzi, il mondo oggi proprio di filantropia avrebbe bisogno. Ma i veri filantropi non si nascondono, non si vergognano, non ingannano e non hanno bisogno di esibirsi in particolari “spettacoli rituali”.
La verità che emerge dai fatti storici considerati in questo libro è che la massoneria oggi è un’associazione che ha copiato simboli e riti da molte antiche tradizioni, li ha fatti propri talvolta interpretandoli in modo impreciso o addirittura opposto. Cambiare il significato originario di un numero, simbolo o colore può svelare l’intento di attuare progetti diversi da quello dichiarato, ovvero di asservimento e condizionamento anziché di “progresso spirituale”.
Qui non si vuole certo negare la possibilità che in passato possano essere esistite scuole di “crescita spirituale” che si valevano di conoscenze esoteriche. Quello che si sostiene è che, probabilmente a partire dal XVII secolo, tali organizzazioni sono state cooptare all’interno della massoneria posta sotto controllo dei vertici di potere. Non lo si è fatto per nobili fini, come questo libro prova ampiamente.
Pensiamo a quanta furbizia ci può essere nell’infarcire di magia, mistero, esoterismo e gnosticismo una setta che agendo in segreto potenzia il potere vigente. Da molti secoli il potere viene protetto attraverso ideologie o religioni, e poterlo proteggere addirittura con un’organizzazione che si spaccia per paladina della libertà e della crescita interiore degli individui risulta essere davvero il massimo della strategia propagandistica. Significa ammantare di prestigio e di rispettabilità il potere che l’èlite esercita attraverso i crimini più immondi, e utilizzare spesso anche persone ignare per scopi inconfessabili.
Questo libro spiega anche come gli italiani dimenticarono l’esistenza di un’organizzazione preposta al controllo dei settori più importanti, e come oggi ignorano o credono inverosimile l’esistenza di tali reti.
Oggi molti, quando si trovano di fronte all’argomento massoneria pensano alla P2, che però viene definita massoneria “deviata”. I più acculturati pensano al documento “Protocolli dei Savi di Sion”, che viene usato per dimostrare l’esistenza di un occulto gruppo ebraico che vorrebbe dominare il mondo. Secondo alcuni autori, il documento sarebbe stato prodotto dai servizi segreti dello zar per perseguitare gli ebrei, anche se molte cose che vengono dette rappresentano il modo di agire del potere, sia esso in mani di persone ebree oppure no.
Questi esempi fanno pensare alla massoneria come ad un’organizzazione che ha avuto esempi di estremismo, per favorire la presa del potere da parte di un preciso gruppo. Questo risulta assai riduttivo, dato che le reti massoniche sono a servizio del potere, ovvero sono costituite da persone che hanno fatto giuramento di segretezza e di obbedienza, e dunque operano a favore dei vertici a cui si sono sottomessi. Tali vertici sono costituiti dalle grandi famiglie di potere, che oggi posseggono il controllo finanziario, mediatico, culturale e politico. Dunque, non si tratta di poche logge “deviate” e nemmeno di un gruppo esclusivamente ebraico, ma di gruppi eterogenei che utilizzano reti massoniche per diversi scopi.
Pochi sanno che in seno alla massoneria circolarono, prima di realizzarsi, progetti come l’Unità d’Italia e l’Unione Europea.
Diversi massoni si lamentano del fatto che alcune persone avrebbero “pregiudizi” nei loro confronti o che altri addirittura vogliano disinformare sulla massoneria. Questo libro prova che i migliori mistificatori del fenomeno sono gli stessi massoni, precisamente quelli che conoscono la verità sulle reti massoniche e hanno interesse a nascondere aspetti della massoneria che non sono lusinghieri. La falsa informazione o la disinformazione sono fenomeni tipici del sistema attuale e riguardano anche la massoneria, nel modo in cui sarà ampiamente spiegato in questo libro.
Un’altra reazione che le persone (affiliate o meno) possono avere quando qualcuno solleva il problema dell’esistenza di reti massoniche di potere, è quella di incredulità, stupore. Non credono che possano esistere persone talmente crudeli e ben organizzate da controllare i popoli e tenerli a loro sottomessi con l’inganno. Persino quando vengono mostrate prove inoppugnabili, la reazione di alcuni è: “non è possibile, forse non è così”. E’ una reazione umana quella che si ha di fronte ai crimini più atroci o alle manipolazioni del potere più diaboliche: non si vuole credere, non si vuole pensare che possa essere così.
Su questa incredulità si basa molto del potere del gruppo egemone. Come qualcuno ha detto, “La migliore protezione per un potere iniquo è che nessuno creda ai crimini che sta commettendo".
Altri possono pensare: “ma se fosse vero qualcuno ce lo avrebbe fatto sapere”, ignorando che oggi il sistema dei mass media non è utilizzato allo scopo di far capire la realtà, ma per creare un “rumore di fondo omologante”, ossia per manipolare l’opinione pubblica in modo favorevole al potere.
Si può essere tentati anche a minimizzare o addirittura a negare il potere delle reti massoniche, rimanendo nel fenomeno del “bias di conferma” che ci fa rifiutare tutto quello che non rientra nella forma mentis prevalente.
Per salvaguardare la propria vecchia concezione, qualcuno potrebbe fare uso dello scetticismo, ma si ricordi che lo scetticismo non dà alcuna garanzia di verità. Infatti, quando si solleva un argomento che suscita scetticismo in apparenza sembrerebbe legittimo prenderne le distanze, ma talvolta uno spirito scettico può essere per nulla incline a rifiutare le più assurde contraddizioni e fantasie quando esse sono supportate dal sistema vigente.
Ignorare le reti massoniche o non credere alla loro esistenza equivale a credere che i nostri governi siano liberi e agiscano per l’interesse dei cittadini, che nelle istituzioni i ruoli più importanti siano dati per merito, o che i mass media informino correttamente. Questo, come molti sanno, non è vero, e non sarà possibile finché le persone che avranno ruoli importanti nella vita pubblica saranno controllate da reti di potere.
Dunque, il problema delle reti massoniche è fondamentale per la nostra possibile democrazia e per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Non è affatto un problema “esoterico”, campato in aria o senza alcuna prova tangibile. La propaganda cerca di far credere questo, ma non è la verità.
In Italia e all’estero i personaggi più influenti sono stati e sono massoni, le città e gli edifici più importanti sono stati costruiti seguendo piani massonici, ispirati all’antico Egitto o ad altri saperi esoterici praticati dalla massoneria. Persino i primi due uomini che sbarcarono sulla Luna erano massoni, così come moltissimi scienziati e intellettuali. E’ impossibile che si possa parlare di “caso” a meno che non si voglia dissimulare la realtà.
I simboli di potere massonici e quelli usati dall’élite di potere coincidono. Sono ad esempio, la piramide con il vertice staccato, l’occhio di Horus, l’aquila, il fascio e altri simboli ripresi dall’antica tradizione faraonica o dalla mitologia greco-romana.
Il testo percorre le fasi storiche più importanti, facendo le debite distinzioni fra le diverse formazioni massoniche nate in diverse epoche storiche. Inoltre, saranno trattati anche gli aspetti psicologici, antropologici e sociologici del fenomeno, non trascurando il contesto in cui le varie massonerie sono nate e si sono sviluppate.
La massoneria moderna, nata a Londra nel 1717, può essere collegata strettamente a molti fatti storici avvenuti dall’anno della nascita fino ai nostri giorni. Spesso le sue azioni non hanno avuto alcuna attinenza all’immagine esoterica e filosofica che la massoneria ha voluto dare di sé.
Perché meravigliarsi tanto del fatto che la massoneria, pur millantando riti e principi di alto valore sia nella sostanza un sistema di reti di controllo a servizio del gruppo di potere?
Se pensiamo ad una religione come quella cattolica troviamo la stessa situazione: la Chiesa millanta di avere il potere ricevuto da Dio di guidare i fedeli alla salvezza, ma di fatto, storicamente, è stato uno dei poteri più forti nel controllare i popoli, condizionandone le coscienze. Ad oggi, pur professando onestà e povertà, la Chiesa controlla, attraverso lo Ior, un flusso enorme di denaro e accetta di arricchirsi anche sul traffico di armi e su altri crimini mafiosi.
E che dire dell’attuale sistema politico? Se andiamo a vedere i programmi politici dei maggiori partiti troviamo grandi valori e intenti di essere a servizio dei cittadini. Ma poi cosa avviene di fatto? Dal comportamento dei politici attuale risulta evidente che essi sono a servizio di chi li assolda per fare in modo che essi proteggano e rafforzino il sistema, impedendo ai cittadini di avere un vero sistema politico, che difenda i loro interessi.
E’ dunque chiaro che la massoneria rispecchia molte caratteristiche delle altre istituzioni dell’attuale sistema, in cui l’immagine propagandata non corrisponde affatto alla vera realtà.
Così come la religione dovrebbe avere importanti funzioni spirituali, essendo ispirata a personaggi spiritualmente evoluti, ma spesso risulta semplicemente un sistema di controllo, anche la massoneria, pur ispirandosi a principi esoterici o spirituali importanti, risulta essere un sistema di controllo e potere.
I massoni si definiscono una confraternita con scopo filantropici e esoterici, e con questa definizione giustificano l’esistenza di rituali segreti, i quali sarebbero dovuti allo scopo di trovare principi spirituali superiori, che molti non sarebbero pronti a comprendere. La massoneria, dunque, richiederebbe un lungo percorso di evoluzione, dai primi gradi fino al massimo grado, il 33°.
Se la massoneria fosse davvero quello che propaganda di essere, non si capisce perché all’interno di essa ci sono regole per nascondere i nomi degli adepti, le cose di cui si parla nelle riunioni o addirittura ci sono vincoli per cui un determinato “fratello” non può parlare con un altro “fratello” di certi argomenti se non in Loggia, secondo un determinato rituale e sotto il controllo delle autorità, che possono togliergli la parola quando e come vogliono.
Lasciando perdere i paramenti, gli oggetti pseudo-esoterici, la ritualistica quasi carnevalesca, fronzoli di vario genere ecc., e considerando altri aspetti, non sono poche le perplessità che emergono.
Diversi documenti attestano una sorta di comportamento a volte intimidatorio, altre volte ansioso nel nascondere. Ad esempio, in un documento del 19 novembre 1971, il gran maestro Lino Salvini manda un elenco di massoni che chiedono di essere accettati nella loggia P2, ma scrive soltanto il nome dicendo che “per ‘riservatezza’ vengono coperti i nomi dei massoni qui indicati”. Le autorità massoniche danno spesso prova di essere ossessionate dalla segretezza, volendo tenere segreto tutto ciò che riguarda le logge, come se molte cose fossero inconfessabili. Se si trattasse davvero di un’associazione con finalità di bene perché si vogliono occultare i nomi persino su un documento riservato?
Un altro esempio concreto è dato dal sostegno che il Grande Oriente d’Italia, attraverso il Gran Maestro Lino Salvini, dette alla loggia P2, ufficialmente “deviata”. Non soltanto Salvini riconosce la loggia e le accorda diversi privilegi, ma fa in modo che in essa convergano diversi personaggi importanti delle istituzioni. In una sua circolare, comunica agli iscritti: "Sono lieto di informarti che la P2 è stata adeguatamente ristrutturata… soprattutto, per rafforzare ancor più il segreto di copertura indispensabile per proteggere tutti coloro che per determinati motivi particolari, inerenti al loro stato, devono restare occulti” (6).
Se una persona pratica una religione o sceglie di fare il volontario per la Croce Rossa di solito non ha l’esigenza di occultarlo, e non è ossessionata dalla segretezza come accade in ambiti massonici.
Questo voler rimanere “occulti” è proprio delle organizzazioni massoniche. E quando c’è bisogno di nascondersi vuol dire che c’è qualcosa da nascondere. Questo libro spiega il vero motivo di questa eccessiva esigenza di segretezza.
Molte sono le similitudini fra massoneria e mafia: entrambe le organizzazioni lavorano a favore del gruppo egemone anche se in modo diverso. Entrambe praticano “riti” di assoggettamento, affinché l’adepto si senta vincolato e obbedisca anche quando la sua coscienza lo porterebbe a comportarsi diversamente.
Al contrario della mafia, la massoneria presenta al pubblico una “faccia pulita”, esoterica e talmente misteriosa e bizzarra da far pensare ad un gruppo pittoresco, amante delle vecchie tradizioni illuministe, a cui si rifarebbe per difendere la “libertà”, la “fraternità” e la “legalità”.
Se la massoneria fosse davvero così filantropica come asserisce, come mai non denuncia i crimini che vengono commessi nel Terzo mondo? Come mai non si schiera dalla parte dei più deboli?
Come mai non si occupa delle gravi disparità nella distribuzione delle ricchezze? Come mai non denuncia lo strapotere delle corporations e delle banche?
Nei siti delle logge troviamo la stessa retorica di regime. Ad esempio, nel sito del Grande Oriente d’Italia si possono trovare parole in “ricordo della Shoah”, ma non ci sono condanne per l’invasione dell’Iraq o per la distruzione dell’Afghanistan. I massoni potrebbero obiettare che non vogliono interessarsi di politica o di guerre. Ma se non si è dalla parte degli oppressi com’è possibile essere filantropi? Come si può credere di “difendere con forza l’uguaglianza, le libertà civili, la solidarietà” senza perlomeno denunciare chi fomenta disuguaglianza, ingiustizia e razzismo?
In cosa consiste concretamente il loro prendersi cura degli esseri umani? Non si può essere filantropi se si asseconda chi vuole dominare con la guerra, la povertà e il crimine. Quella portata avanti dalle autorità del Goi risulta essere una vuota retorica, dello stesso stampo di quella del nostro presidente della Repubblica e del papa, personaggi che a parole sostengono “pace, uguaglianza e giustizia” ma non osano parlare di chi ha creato il sistema attuale, basato proprio sull’opposto di questi valori.
La massoneria denuncia, con voce all’unisono delle autorità occidentali, i crimini del passato, come l’Olocausto ebraico, ma glissa sugli Olocausti che stanno oggi vivendo gli immigrati che tentano di uscire da situazioni da incubo provocate dalle corporations e dalle banche. Non è conveniente denunciare i crimini di oggi, mentre è conveniente per la propaganda denunciare quelli di ieri.
Non è credibile la facciata filantropica mostrata dai maestri massoni, a meno che si scelga di ignorare i fatti e di assumere una posizione a dir poco ingenua.
Questo libro prova che la massoneria non è un fenomeno marginale. Essa partecipa al “lavoro” per mantenere il sistema e per impedire che esso possa subire cambiamenti o venga abbattuto dai popoli. Per questo ha partecipato attivamente a tutte le operazioni volte a contrastare i tentativi dei popoli di acquisire maggiore potere. Ad esempio, in Italia la vediamo partecipe, attraverso numerosi suoi esponenti, oltre che alle guerre risorgimentali e ad altri eventi storici, anche ai fatti terroristici degli “anni di piombo” e di vari altri tentativi di tenere sotto controllo il governo italiano, come il “golpe Borghese” e l’assassinio di Aldo Moro.
In questo libro saranno analizzate le tecniche di condizionamento, di asservimento e di controllo delle reti massoniche, chiarendo lo scarto fra l’immagine pubblica della massoneria e la verità su di essa.
Di certo esistono persone che credono alla presunta funzione umanitaria e spiritualistica dell’organizzazione, ma accanto a queste persone, ce ne sono altre che conoscono assai bene le vere funzioni delle reti massoniche. Si tratta di persone che hanno aderito proprio per avere un ruolo importante all’interno del sistema, e di solito ottengono privilegi, denaro e opportunità di diventare “importanti” all’interno di settori come il giornalismo, l’Arma, la finanza, la magistratura o la politica.
La maggior parte dei massoni non sono burattinai ma burattini, poiché le leve del potere sono appannaggio soltanto delle poche persone che stanno al vertice.
La massoneria, come le religioni o istituzioni di vario genere, hanno propugnato l’idea che la libertà consisterebbe nel seguire un’ideologia proveniente dall’esterno, e dunque nel seguire precise autorità.
Questo paradosso, insieme a molti altri, è presente in tutte le organizzazioni di tipo massonico, che propagandano di credere nella libertà ma poi chiedono agli adepti obbedienza e sottomissione alle autorità.
I mass media e i documentari, si prodigano a far associare la massoneria ai principi illuministici, all’esoterismo oppure alle vecchie corporazioni dei liberi muratori, trascurando del tutto di trattare i fattori psicologici, politici e sociologici del fenomeno. Queste fonti ammettono che moltissimi personaggi di potere o di cultura erano o sono massoni, ma ritengono in ultima analisi che questo possa essere casuale oppure una scelta del soggetto che nulla ha a che vedere con il suo comportamento in una determinata carica istituzionale. Quello che si nega è la possibilità che queste organizzazioni possano influire sull’individuo e attraverso di esso creare una rete di controllo che garantisce il potere del gruppo egemone. Ma i fatti sostengono il contrario, ovvero che è possibile imporre un determinato sistema controllando le cariche istituzionali principali e praticando metodi di assoggettamento mentale o di induzione ad un comportamento funzionale ai propri scopi.
Come disse Giancarlo Caselli, “Ci sono cose che non soltanto stiamo dimenticando, ci sono soprattutto cose che si vuole che siano dimenticate, e si vuole che non siano neanche conosciute” (7).
Il primo capitolo mette in evidenza le caratteristiche e le funzioni della massoneria nei diversi periodi storici. Il secondo spiega come le reti massoniche abbiano avuto ed hanno potere nel nostro Paese. Il terzo capitolo spiega lo scarto fra massoneria antica e massoneria moderna; il quarto tratta le maggiori tecniche utilizzate dalla massoneria per assoggettare gli adepti e nell’ultimo capitolo viene affrontato il problema di come estirpare le reti massoniche.
Ovviamente, questo lavoro non pretende di racchiudere tutte le possibilità di comprensione del fenomeno massonico, ma ha l’obiettivo di contribuire a fare chiarezza su un argomento che è stato come pochi bersaglio di mistificazione.
Occorre tener presente che alcune persone hanno interesse a mantenere una potente dissimulazione. Si vuole che i cittadini rimangano ignari e fiduciosi nelle istituzioni, anche quando questo equivale ad un silenzioso quanto criminale assenso. Negare gli aspetti più inquietanti della realtà serve soltanto ad impedire ogni cambiamento.
Questo libro ha lo scopo di contribuire ad accrescere la conoscenza su un fenomeno assai importante, con l’obiettivo di costruire un futuro migliore, di maggiore consapevolezza, necessaria a creare una realtà in cui non possano più prevalere la sopraffazione e il crimine.



NOTE

1) "La Massoneria al Parlamento", con prefazione dell’on. Filippo Meda, Libreria ed. Fiorentina, Firenze 1913, p. 14.
2) Gardner Laurence, "I segreti della Massoneria", Newton Compton Editori, Roma 2009, p. 311.
3) Guénon René, "Forme tradizionali e cicli cosmici", Edizioni Mediterranee, Roma 1981, p. 74.
4) Corona Armando, "Dal bisturi alla squadra. La Massoneria italiana senza cappuccio", Bompiani, Milano 1987, p. 170.
5) http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_08/Mokbel-e-la-massoneria-piccolillo-gianvito_728809d0-2a93-11df-8ae4-00144f02aabe.shtml
6) Circolare in data 11 dicembre 1972.
7) Presentazione alla Feltrinelli di Torino del libro di Camillo Arcuri Sragioni di Stato, http://www.youtube.com/watch?v=bge6cPhaPs8&feature=related



ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI NEL LIBRO:
- Inchieste della magistratura sulla massoneria.
- Tecniche di controllo mentale per l’asservimento dei popoli.
- Caratteristiche dell’Alta Finanza.
- Eventi storici progettati in anticipo nelle logge.
- Nascita e caratteristiche della massoneria moderna e contemporanea.
- Meccanismi emotivi che favoriscono le reti di potere.
- Come le reti massoniche agiscono in Italia.
- Le famiglie che hanno creato la massoneria attuale.
- Come la massoneria ha operato nel periodo risorgimentale.
- Come liberarsi dalle reti di potere massoniche.

Antonella Randazzo si è laureata in Filosofia all’Università di Pavia, città nella quale ha insegnato. Si occupa da tempo di Storia Moderna e Contemporanea, Scienze dell’Educazione e Diritti Umani.
Ha vinto il Premio Ibiskos con il saggio "Se il futuro è nero. L'Africa che nessuno racconta", in cui analizza le caratteristiche più significative del colonialismo e del neocolonialismo, nel tentativo di trarre una maggiore comprensione dei problemi dell'Africa di oggi. Nel 2006 ha scritto il libro "Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943", (Kaos Edizioni), e nel 2009 ha pubblicato la ristampa del volume "Dittature. La Storia Occultata" (Espavo). Ha pubblicato anche "Il travagliato Travaglio. Lo strano caso di un informatore disinformato" e "Pirati & Mafiosi. La vera Storia del crimine organizzato".
Da alcuni anni si occupa anche di giornalismo d'inchiesta, con particolare riferimento alle violazioni dei diritti umani, cura la pubblicazione del periodico NUOVA ENERGIA e il blog http://lanuovaenergia.blogspot.com/.

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OLTRE L’ERA DELL’INGANNO - Verità impietose sulle truffe che soggiogano i popoli

RECENSIONE LIBRO:

Antonella Randazzo

OLTRE L’ERA DELL’INGANNO
Verità impietose sulle truffe che soggiogano i popoli





Il Premio Nobel Harold Pinter disse: “Ciò che ci circonda è un grande arazzo di menzogne su cui ci nutriamo”.
Negli ultimi anni, sempre più persone si stanno accorgendo dell’esistenza di questo “arazzo di menzogne”. Schiere di politici, giornalisti e pseudo-intellettuali, non bastano più a proteggere “l’arazzo”. Truffe e menzogne stanno emergendo, e da ciò deriva una maggiore consapevolezza.
Il libro “Oltre l’era dell’inganno” ha come obiettivo principale quello di fare il punto sulla consapevolezza raggiunta in tutti i settori importanti dell’esistenza umana: Scienza, Storia, Economia, Finanza, cultura e comunicazione.
Si deve fare il punto di ciò che è stato per andare oltre, per vedere cosa ci si propone per il futuro.
Con un alto livello di consapevolezza si può scegliere di abbracciare una realtà migliore, comprendendo che assumersi la responsabilità della propria esistenza significa indebolire chi della deresponsabilizzazione personale ha fatto la base del suo potere.
Questo libro analizza molti aspetti nei quali la nostra cultura non appare libera, e coloro che vogliono mantenere lo "status quo" hanno bisogno di ingannare per continuare ad esercitare potere.
Lungi dall’essere individui impotenti e passivi come l’attuale sistema ci vorrebbe, si può abbracciare una visione della realtà che vede noi stessi come gli artefici della nostra esistenza, capaci di concepire e creare un’esistenza migliore.
La sfida è quella di concepire sistemi alternativi, per creare un mondo in cui prevalga la pace, e i governi siano guidati da persone oneste e sagge. Dove ci sia un’equa distribuzione delle risorse e dove la giusta informazione sostituisca la menzogna e l’inganno, che finora hanno controllato le nostre vite.





INDICE


INTRODUZIONE...............................................................5


CAPITOLO I - GLI INGANNI MEDIATICI..................................................................11
Par. I. 1 - I canali mediatici informativi
Par. I. 2 - La televisione e il cinema
Par. I. 3 - I condizionamenti mediatici diretti ai più giovani
Par. I. 4 - La rete Internet
Par. I. 5 - Comunicazione sociale e propaganda
Par. I. 6 -Il condizionamento e la Programmazione Neuro Linguistica.
Par. I. 7 - Altri metodi di controllo


CAPITOLO II - IL SISTEMA POLITICO...................................................................179
Par II. 1 - Partiti, Sindacati e lavoratori


CAPITOLO III - LE MISTIFICAZIONI STORICHE ..............................................................................223


CAPITOLO IV - ERRORI E INGANNI DELLE SCIENZE UFFICIALI...................................................................256
Par. IV. 1 - Cos’è che garantisce la conoscenza scientifica?
Par. IV. 2 - La questione del metodo
Par. IV. 3 - Gli scienziati babbei
Par. IV. 4 - La Fisica Quantistica
Par. IV. 5 - Il Big Bang e la fisica delle molte dimensioni
Par. IV. 6 - La Farmacologia
Par. IV. 7 - Medicina e cure alternative
Par. IV. 8 - I crimini della Psichiatria
Par. IV. 9 - La scienza dogmatica e le stranezze
Par. IV. 10 - La Patafisica: il rifiuto creativo della Scienza ufficiale

CAPITOLO V -LE TRUFFE DEL SISTEMA ECONOMICO-FINANZIARIO...............................................................430
Par. V. 1 - Il falso capitalismo
Par. V. 2 - Le corporation transnazionali
Par. V. 3 - Il sistema finanziario e il Signoraggio
Par. V. 4 - Controllo dell'economia e Borsa
Par. V. 5 - Mercato monetario e Borsa
Par. V. 6 - Banche occidentali e banca islamica
Par. V. 7 - Proposte per nuovi sistemi finanziari

BIBLIOGRAFIA..............................................................566





INTRODUZIONE


Quando veniamo al mondo troviamo una realtà già costituita nei minimi dettagli: apprendiamo come vestirci, cosa mangiare, come salutare, come relazionarci agli altri, ecc. Crescendo, non ci accorgiamo neppure che dall'esterno ci giunge una serie di imposizioni su una quantità enorme di comportamenti. Ci adattiamo a tutti gli aspetti formali della realtà, e ad essi conformiamo la nostra mente.
Alcune convenzioni semplificano la vita, e tanto maggiore è la loro uniformità, tanto minore sarà lo sforzo individuale di assumersi responsabilità e di spiegare le proprie scelte agli altri. Tuttavia, esistono aspetti della realtà che dovrebbero implicare un'assunzione di responsabilità da parte dei singoli individui. Ad esempio, la scelta del sistema finanziario più adeguato o dell'assetto politico. Di fatto tali scelte non sono compiute consapevolmente dagli individui, ma preesistono a loro. Non è dato ai cittadini comuni, anche di maggiore età, di assumere decisioni su questi aspetti importanti della realtà. Molti credono che non sia così così perché si illudono che andando a votare esercitano potere politico, ma in realtà i candidati sono scelti dai Partiti.
Il punto è: chi decide per noi? Chi ha interesse a mantenere un determinato assetto? In che modo tale assetto viene mantenuto invariato nei suoi aspetti fondamentali? Perché la situazione attuale del pianeta vede la maggior parte delle persone vivere in miseria o in preda a gravi problemi economici e risulta comunque difficile abbattere un sistema così iniquo?
Questo libro analizza tali questioni, individuando molti aspetti nei quali la nostra cultura appare controllata da gruppi di potere, che hanno interesse a mantenere lo "status quo", e dunque hanno bisogno di ingannare per continuare ad esercitare potere. Questo vuol dire che il sistema attuale è basato sull'inganno. L'inganno riguarda quasi tutti i settori dello scibile, nei quali vengono prodotte conoscenze che determinano persino le credenze che abbiamo su noi stessi.
In molti settori, compresi quello scientifico e storico, ci vengono date conoscenze talvolta inesatte, mistificate o addirittura false, per indurci a credere che il sistema attuale sia accettabile, oppure per condizionare le menti a tal punto da eliminare le risposte indesiderate.
La Scienza ufficiale sembra essere una fonte esatta e imprescindibile di conoscenza, dalla quale trarre importanti informazioni su ciò che siamo, su come dobbiamo comportarci o curarci.
In realtà viviamo in un mondo che ci è sostanzialmente sconosciuto. Il nostro stesso cervello ci è sconosciuto. Non sappiamo, ad esempio, come il corpo calloso armonizzi i due emisferi cerebrali, né come le singole funzioni cognitive siano collegate alle zone del cervello neomammifero.
La Scienza ufficiale parla di “materia”, ma non è in grado di definire con esattezza tale realtà (1), che dovrebbe stare alla base della conoscenza del mondo fisico. La Fisica dei Quanti ci dice che la “materia”, così come viene intesa dalla Fisica tradizionale, non esiste, essendo l'universo caratterizzato dalla mancanza di solidità. Gli atomi, da cui dovrebbe derivare la realtà fisica, non sono solidi, ma quasi totalmente vuoti. Come alcuni scienziati precisano, “se un atomo avesse le dimensioni di una cattedrale, il nucleo sarebbe grande all'incirca come una monetina da dieci centesimi. In ordine a ciò si potrebbe dire che il vuoto può essere pieno e il pieno vuoto” (2).
All’interno della biotecnologia, si ignorano gli aspetti del cosiddetto “DNA spazzatura”, come l’intuito, la coscienza, l’empatia, la creazione artistica e il libero impulso dell’anima. L'essere umano risulta appiattito dalla sicurezza che egli sarebbe soltanto quel 5% di DNA, mentre, ovviamente, egli è molto di più, in quanto anche se non conosciuti dalla scienza, gli aspetti di quel 95% del DNA determinano la sua realtà.
Dunque, sappiamo pochissimo della realtà naturale e umana, tuttavia siamo indotti a credere che l'uomo ha raggiunto proprio in questi ultimi anni una notevole conoscenza.
Nonostante le sicurezze sulla realtà dovrebbero essere scarse, su questo pianeta la maggior parte delle persone possiede una certa sicurezza su ciò che va considerato "realtà". Miliardi di persone danno per scontati molti aspetti che hanno "ereditato" come veri dai loro genitori, che a loro volta li hanno ereditati dalla loro famiglia. Noi tutti siamo indotti ad abbracciare una determinata realtà perché l'abbiamo appresa dalla nascita. Metterla in discussione è difficile, e pochi lo fanno.
Non si tratta di una questione di mediocrità, ma piuttosto di credulità, di abitudine o di comodità. Moltissime persone si fidano delle religioni o di altre ideologie, credendo che attraverso di esse potranno capire la realtà e vivere meglio. Ma chi ha creato queste ideologie? Chi “costruisce” la realtà che miliardi di persone assumono come vera? Se sappiamo così poco della realtà, su cosa dovremmo costruire la nostra immagine del mondo?
Si punta a convincerci, in modo spesso affascinante, che la tecnologia possa di per sé offrire un importante segno di progresso dell'uomo contemporaneo. Allo stesso tempo però l'uomo di oggi sa ben poco della realtà in cui vive, egli ignora persino le vere caratteristiche del sistema finanziario, della realtà fisica o quantistica.
Nel mondo contemporaneo, siamo stimolati a credere ad una nostra presunta superiorità rispetto agli esseri umani del passato, ma allo stesso tempo siamo indotti ad accettare passivamente aspetti della realtà fondamentali per la nostra esistenza. Le nostre capacità cognitive sono sempre più appiattite dallo schermo TV e da una realtà già data, davanti alla quale diventiamo sempre più passivi.
Ogni generazione viene convinta di vivere in un periodo "speciale", come se il passato fosse peggiore rispetto al presente, e come se gli sviluppi scientifici o tecnologici potessero garantire una maggiore felicità o una maggiore evoluzione degli individui.
Gli ultimi secoli sono stati indicati come "speciali" dal gruppo dominante: l'Illuminismo nel Settecento voleva convincere che l'umanità fosse entrata nella fase della “ragione”, spazzando via la superstizione o l'irrazionalità; nel secolo successivo, il Positivismo convinse molti a credere nell'infallibilità della Scienza ufficiale, ed alcuni scienziati, ad oggi, fanno assurgere il campo scientifico ad unica fonte di conoscenza.
Nella convinzione di essere i protagonisti e artefici della tecnologia, ne diventiamo i passivi fruitori e le vittime.
Questo libro dimostra che la comodità di non essere responsabili di decidere per gli aspetti importanti dell'esistenza è come un boomerang, che ci colpisce inesorabilmente prima o poi.
Molte persone credono che l'economia abbia leggi “naturali” che le proteggono, ma in realtà anch'essa, come risulta evidente, non ha come obiettivo principale la sicurezza e il benessere dei popoli. L'inganno, dunque, si articola su ogni settore dell'esistenza umana, anche su quello economico e finanziario, anzi, proprio da questi settori nasce la maggiore truffa che i popoli subiscono da secoli.
Il sistema economico-finanziario attuale è basato sull’ignoranza dei popoli circa le sue vere caratteristiche, che saranno ampiamente spiegate in questo libro. Fenomeni come la concentrazione del potere mediatico, il Signoraggio, la mistificazione della Storia e gli inganni della Scienza, saranno chiariti e opportunamente argomentati. Si capirà come mai i popoli, pur dando gran parte dei propri guadagni per pagare il debito pubblico, si ritrovano più indebitati di prima. Si capirà come mai i programmi televisivi sono sempre più simili in tutto il mondo, e le notizie dei Tg sempre più stereotipate e appiattite.
La tesi ampiamente provata da questo libro è che il sistema attuale non è un sistema libero e democratico come molti credono, e ciò diventa evidente quando ci si rende conto di vivere in un sistema che non soltanto non rispetta i diritti degli individui, ma cerca di imporre un ordine precostituito, nel quale ogni essere umano dovrebbe diventare come un semplice burattino, piegato passivamente a ciò che un gruppo ristretto di persone decide. Tuttavia, i popoli vengono convinti di vivere in una "democrazia".
Sembrerebbe uno scenario assurdo, ma questa realtà appare chiara, e persino evidente, quando si inizia a perdere la disponibilità a credere di vivere in un sistema voluto da tutti, o l'unico possibile poiché dovuto alla “natura” umana. Queste stesse convinzioni sono frutto del condizionamento, anzi, ne rappresentano il risultato più importante.
La prova dell'esistenza di questa situazione è nell'analisi che questo libro fa dei settori più importanti della realtà in cui viviamo: i mass media, la Scienza, la Storia, l'Economia e la Finanza. In ognuno di questi settori è possibile individuare una serie di inganni e truffe contro i cittadini comuni. Si tratta di far credere ciò che non è, propugnando un consenso e un'accondiscendenza che altrimenti non si avrebbe.
L'inganno, come questo libro prova, è talvolta grossolano e basato sul potere di manipolare le informazioni dei media. La gente è spinta a credere a ciò che non è, oppure ad accettare realtà facsimili o mistificate. E' su questo inganno che si basa l'intera civiltà occidentale, spacciata per “democratica” ma profondamente fascista. Come disse Gandhi: “La democrazia occidentale nelle sue attuali caratteristiche, è una forma diluita di nazismo o fascismo. Al più è un paravento per mascherare le tendenze naziste e fasciste dell'imperialismo” (3).
Analizzando la realtà storica è possibile capire che negli ultimi secoli il potere si è via via concentrato nelle mani di un gruppo di famiglie, che si sono arricchite grazie al sistema finanziario, alle guerre e al controllo politico. Tale potere è stato trasmesso per eredità e rafforzato anche ai nostri giorni, attraverso il controllo della politica, della conoscenza e dei media.
Abbiamo una mondo in cui gli esseri umani vivono con opportunità e condizioni diverse. Alcuni vivono nel cosiddetto Terzo Mondo, in condizioni di estrema miseria, subendo guerre e dittature feroci, mentre altri vivono in abitazioni lussuose e mangiano cibi di prima qualità. Dunque chi ha creato la realtà attuale si cura di mantenere privilegi e ricchezza in alcuni ambienti, e di fomentare guerre e creare povertà in altri. La felicità umana dipenderebbe dunque dalla zona geografica in cui si nasce o dalla famiglia di origine. Tale assetto è favorevole solo ad una percentuale minima della popolazione mondiale, pari a circa il 10% della popolazione. Ma perché la stragrande maggioranza degli abitanti la accetta o non ha abbastanza forza per abbattere tale sistema?
Questo libro risponde a questa domanda, spiegando accuratamente gli inganni che servono a mantenere il sistema attuale e a farlo apparire come l'unica realtà possibile. Si tratta di inganni che riguardano i principali canali utilizzati per la “costruzione” della realtà: i mass media, la Scienza, la Storia, l'Economia e la Politica.
Per liberarsi dall'inganno e costruire un'altra realtà è necessario guardare il mondo con occhi diversi dal solito, uscendo dal condizionamento. Si rimane prigionieri quando si è disposti a credere di non esserlo, pur non avendo attuato quei processi di autoconsapevolezza necessari ad uscirne. E' proprio su questo che trae forza l'inganno: sulla disponibilità a credere che si possa facilmente e senza contributo personale costruire un futuro migliore e rispettoso dei diritti umani. Ciò non sarà mai possibile poiché la crescità è stata sempre, e sempre sarà, un frutto del senso di responsabilità, e dell’impegno, che iniziano proprio dal voler comprendere la realtà attuale, con coraggio e animo sincero.


NOTE

1) A questo proposito si veda: Penrose Roger, "La strada che porta alla realtà. Le leggi fondamentali dell’universo", Rizzoli, Milano 2004 e Greene Brian, "La trama del cosmo", Einaudi, Torino 2004.
2) Barrow John D., "Da zero a infinito. La grande storia del nulla", Mondadori, Milano 2005.
3) Gandhi Mohandas K., "Teoria e pratica della nonviolenza", Einaudi, Torino 1996, pp. 140-141.



ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI NEL LIBRO:
- Significato e poteri della Scienza ufficiale.
- Falsità scientifiche e storiche.
- Caratteristiche della Borsa e dell’Alta Finanza.
- Storia della Borsa e del modello finanziario attuale.
- Tecniche di persuasione mediatiche e politiche.
- Significato e scopo della politica e dei sindacati attuali.
- Strumenti di mistificazione applicati in diversi settori mediatici.
- Proposte concrete per cambiare l’assetto finanziario attuale.
- Come la consapevolezza può produrre frutti nella realtà.


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Antonella Randazzo

IL TRAVAGLIATO TRAVAGLIO
Lo strano caso di un informatore disinformato


NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA AL POST-BERLUSCONI

Sono ormai in molti a parlare della disinformazione imperante nei nostri media di massa attuali. Il paradosso è che alcuni di coloro che ne parlano dai canali ufficiali coincidono con gli stessi disinformatori. E' ovvio, se queste persone stanno scrivendo o parlando da quei canali, potrebbero essere proprio loro ad informare correttamente, dicendo tutte le cose importanti che i cittadini devono sapere. E invece non lo fanno.
Questo libro tratta proprio questo paradosso, prendendo a pretesto un personaggio che ha guadagnato molta fiducia da parte delle folle, e che dichiara di essere "indipendente" pur lavorando in molti canali ufficiali.
Le prove che i giornalisti accreditati dal sistema siano reticenti su molti argomenti fondamentali sono tante, e il libro ne mette in evidenza diverse.
Qual è la differenza fra informazione e propaganda?
La prima non può ignorare il terreno storico, politico o economico su cui si incentra la notizia, mentre la seconda trae forza dall’ignorarlo. Infatti, scopo della propaganda è quello di attrarre l’attenzione su questioni particolari o su informazioni parziali, prive del nucleo che consentirebbe una vera comprensione. Più cresce l’ignoranza verso la Storia, la politica e l’economia e maggiore efficacia ci sarà nella propaganda.
La professione giornalistica, in un sistema basato sulla manipolazione mediatica delle opinioni, è senza dubbio assai importante.
Travaglio è uno scrittore e giornalista che è riuscito ad avere molta popolarità e a suscitare molta fiducia. Egli ha scritto diversi libri su Silvio Berlusconi e su altri personaggi che include nella “casta”. Per questo suo filone di cronaca giudiziaria con riferimento a fatti legati all’antimafia e alla corruzione, si è guadagnato molta simpatia, in un paese afflitto ormai da molto tempo dalla corruzione politica e dall’oppressione mafiosa.
Ma andando oltre la facciata delle cronache giudiziarie fornite da Travaglio, si può tristemente scoprire un mondo assai lontano dal desiderio di onestà e di “pulizia” morale auspicato dai suoi fans. Si scopre un insospettabile mondo di opportunismo, faziosità e disinformazione, in cui le cronache giudiziarie assumono una funzione catartica e illusoria, impedendo una vera chiarezza informativa sul sistema, e i conseguenti passi per cambiarlo veramente.
Ovviamente non abbiamo nulla di personale contro un personaggio che nel complesso appare simpatico e divertente, ma occorre capire come egli incarna il tipo di giornalista in voga negli ultimi decenni, in un contesto attanagliato dall’assenza di una vera informazione.

Negli ultimi anni i veri giornalisti indipendenti e le testate davvero scomode hanno subito molte vessazioni: faticano a trovare inserzionisti per la pubblicità, non ricevono finanziamenti pubblici, sono marginalizzati nella distribuzione e nelle edicole. Sono come vasi di coccio fra vasi di ferro. I mass media non spiegano bene questa situazione e non si fa capire che i finanziamenti all’editoria vengono dati soprattutto alle testate più grandi e a quelle di partito, al contrario di ciò che dovrebbe essere, dato che dovrebbero servire ad aiutare i più piccoli per garantire il pluralismo.
Questo libro si pone l’obbiettivo di portare alla luce alcune caratteristiche proprie dell’informazione mediatica attuale, attraverso un personaggio molto apprezzato anche in ambienti culturali, che negli ultimi tempi ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti.
Gli italiani si sono indignati per il “bunga bunga” di Berlusconi, ampiamente messo in evidenza dalle indagini giudiziarie e, soprattutto, dalle prime pagine dei giornali. Molti giornali, per giorni e giorni, hanno riempito molte pagine sulle vicende sessual-giudiziarie di Berlusconi, mentre fatti gravissimi, come la richiesta del presidente americano di più soldati per reprimere il popolo afgano, passavano in secondo piano. Questo è molto eloquente per capire la vera natura dei nostri media.
Sulle “prodezze” sessuali di Berlusconi si sono sollevate molte voci indignate e scandalizzate, ma poche voci hanno denunciato le strategie truffaldine per invadere la Libia.
Nessun giornalista delle fonti ufficiali diceva che Berlusconi non è certo l’unica autorità occidentale ad essersi comportata in questo modo. Certamente, la sua figura ridicola di narratore di barzellette dalla facile battuta volgare non lo ha aiutato, favorendo le risatine di scherno da parte della stampa di tutto il mondo. Ma le orge del “bunga bunga” non fanno di Berlusconi un personaggio peggiore delle altre autorità occidentali, considerata la foga che animava personaggi come Sarkozy nel provocare la guerra in Libia.
Se il “bunga bunga” è stata una realtà sconcertante e immorale, ancora più sconcertante e immorale deve essere considerato il comportamento criminale delle autorità occidentali, che per saccheggiare e per mantenere il controllo finanziario ed economico provocano guerre e massacri.
In poche parole, per informare correttamente, è necessario far capire chi ha “creato” Berlusconi, e lo ha scaricato quando ormai aveva perso consensi ed era diventato ansioso per le sue vicende giudiziarie.

Prendendo a pretesto un giornalista molto popolare come Travaglio, che si spaccia per indipendente, faremo un viaggio verso i tabù dell’informazione, toccando argomenti come il signoraggio bancario, l’11 settembre, le scie chimiche, la questione di Israele, i “poteri forti” che creano la “casta”, la mafia e il sistema di corruzione dei partiti.
Capire i meccanismi di manipolazione mediatica è fondamentale dato che il controllo mediatico può creare consenso o dissenso. Potrebbe avere addirittura il potere di spingere ad agire contro i propri interessi.
Capire questi meccanismi significa oggi poter rivendicare quella democrazia tanto decantata quanto impedita.


INDICE DEL LIBRO

INTRODUZIONE ........................................... 5

CAPITOLO I - La scomparsa dei (suoi) fatti ...........25

Par. I. 1 - Querele e denunce...........................34

Par. I. 2 - Il maestro.................................... 63

CAPITOLO II - Quello che non si può dire ............73

Par. II. 1 - Chi crea la casta?..........................157

Par. II. 2 - La questione d’Israele....................171

CAPITOLO III – Amici e nemici........................208

Par. III. 1 - Contro chi e a favore di chi?.............211

Par. III. 2 - Come Berlusconi diventò il babau
della sinistra............................................244

CAPITOLO IV – Il destino dei “Travaglio”
nel post-berlusconismo................................266

BIBLIOGRAFIA..........................................283


ALCUNE DOMANDE A CUI IL LIBRO RISPONDE: Perché Travaglio non può considerarsi così indipendente come dice di essere?
Perché Di Pietro e Grillo, a cui Travaglio si è aggregato, non sono degni di fiducia?
Come funziona veramente il nostro sistema politico?
Cosa sono i "poteri forti" che creano la "casta" e che Travaglio, nella sua "informazione", ignora?
Cos'è stato davvero l'11 settembre?
Che scopi ha il terrorismo occidentale?
Qual è la verità sulla questione palestinese?
Perché ai grandi banchieri è concesso un potere enorme?

Antonella Randazzo si è laureata in Filosofia all’Università di Pavia, città nella quale ha insegnato. Si occupa da tempo di Storia Moderna e Contemporanea, Scienze dell’Educazione e Diritti Umani.
Ha vinto il Premio Ibiskos con il saggio "Se il futuro è nero. L'Africa che nessuno racconta", in cui analizza le caratteristiche più significative del colonialismo e del neocolonialismo, nel tentativo di trarre una maggiore comprensione dei problemi dell'Africa di oggi. Nel 2006 ha scritto il libro "Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943", (Kaos Edizioni), e nel 2007 pubblica il volume "La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia Usa" (Zambon Editore). Con l'editore Leone Verde pubblica il libro di pedagogia "Bambini psico-programmati. Essere consapevoli dell'influenza della pubblicità, della TV, dei videogiochi".
Da alcuni anni si occupa anche di giornalismo d'inchiesta, con particolare riferimento alle violazioni dei diritti umani.
Attualmente vive a Milano, dove continua la sua ricerca e cura il blog http://lanuovaenergia.blogspot.com/.

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sabato

Ahmadinejad contro il segreto di Pulcinella



Di Fabrizio Di Ernesto

È in corso in questi giorni a New York, sede dell’ONU, la conferenza di riesame del Trattato di non Proliferazione Nucleare. Ovviamente tutti gli occhi sono puntati sul grande nemico della pace mondiale, ovvero il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.
Da anni, infatti, lui e il suo governo sono messi alla berlina dalla comunità internazionale per il programma per l’arricchimento dell’uranio che il suo Paese sta portando avanti nonostante sanzioni e minacce da parte di tutti gli Stati alleati agli USA, l’unica nazione che ha utilizzato bombe atomiche nel corso della storia.
Dopo essersi sorbito per anni attacchi a tutto tondo, ieri il plenipotenziario di Teheran ha deciso di passare al contrattacco. Presa la parola, Ahmadinejad ha infatti polemicamente chiesto alla platea cosa ci fanno in Europa bombe nucleari made in USA.
Il presidente iraniano ha quindi citato i casi di Germania, Italia ed Olanda.
Nonostante i media italiani ed i nostri politici continuino a non confermare, negli anni passati da Washington e dintorni è più volte stata confermata la presenza di questo tipo di ordigni nel nostro Paese. Secondo quanto riferito dagli studiosi del FAS, Federation of American Scientists, tra la base aerea della NATO di Aviano, nei pressi di Pordenone, e quella bresciana di Ghedi Torre, sarebbero stipate 90 testate; fino a pochi anni fa alcune di queste erano nascoste all’interno dell’aeroporto di Rimini. Alcuni ricercatori sostengono la tesi che ordigni di questo tipo potrebbero trovarsi anche nelle basi aeree di Gioia del Colle, ufficialmente a disposizione delle truppe italiane ma classificato come COB ovvero in grado all’occorrenza di schierare veivoli dotati di armi nucleari, e in quella di Sigonella. Altro sito italiano potenzialmente nucleare quello nei pressi di Affi sul lago di Garda, anche se queste ipotesi sembrano più che altro connesse alla presenza di capannoni con protezione NBC, ovvero nucleare batteriologica e chimica.
Il nostro comunque non è l’unico Paese europeo con il privilegio di ospitare testate nucleari a stelle e strisce, secondo le ultime stime ce ne sarebbero 150 solo in Germania, altre 100 in Inghilterra, 90 in Turchia ed altre 40 dislocate tra Belgio e Olanda. L’unica differenza è data dal diverso atteggiamento dei politici. Nello scorso febbraio alcuni Stati europei – Belgio, Germania, Lussemburgo, Norvegia e Paesi Bassi – hanno ufficialmente chiesto il ritiro di queste testate, con l’Italia che ha pensato bene di rimanere a guardare, nonostante da anni i sindaci di Aviano e Ghedi siano membri del network Mayors for peace, l’associazione presieduta dal sindaco di Hiroshima, che si impegna per l’eliminazione di tutte le armi nucleari dal mondo entro il 2020.
Piccola precisazione: mentre Ahmadinejad svelava il segreto di Pulcinella, i rappresentati al Palazzo di Vetro dei Paesi “democratici” hanno abbandonato l’aula. Forse per non ascoltare una verità di cui poi avrebbero dovuto rendere conto ai loro cittadini.

Fonte: http://byebyeunclesam.wordpress.com/

giovedì

RECENSIONE - SERVIZI SEGRETI SUI BLOG



Recensione di Paolo Franceschetti

Come funzionano i servizi segreti. Di Aldo Giannuli

Il libro di Giannuli è interessantissimo, ben scritto, e piacevole da leggere. Molto interessante, per quel che interessa a noi del blog è la parte della “guerra informativa”, cioè la guerra dell’informazione.

Una delle battaglie più importanti di questo secolo, infatti, non è quella che si combatte nei vari territori di guerra, né quella tra spie sul modello “russia – america” della guerra fredda. La guerra più importante è quella delle informazioni, che mira a distorcere, dirigere, manipolare, l’informazione che giunge al cittadino.

Questa guerra si combatte ovunque. Con il controllo delle televisioni, il controllo dei giornali, il controllo della ricerca scientifica e, ovviamente il controllo di Internet.

A noi oggi interessa quella sul web, perché chiunque abbia seguito attentamente il nostro blog, e magari anche il forum “poteri occulti” ha potuto notare che molti soggetti sembrano intervenire apposta solo per disturbare, dividere, turbare. In effetti avrete notato che negli ultimi mesi dopo ogni articolo da noi pubblicato era poi impossibile fare una discussione seria, perché immancabilmente rovinata da persone che deviavano la discussione, postando decine di commenti lunghissimi, generalmente col copia e incolla, fatti solo per non permettere l’andamento ordinato della discussione.

La cosa ha prodotto un danno grave anche se non immediatamente visibile dal lettore. Infatti molte delle informazioni più importanti ci venivano spesso dai lettori, e dal confronto con essi. Da mesi invece, questo confronto e questo scambio è impossibile perché le discussioni erano manipolate dai soliti soggetti.

In altri blog e forum, questo ha prodotto la chiusura del sito, o perlomeno la soppressione della sezione “forum di discussione”, come è successo, ad esempio, al sito “Disinformazione”.

Noi abbiamo sempre cercato di evitare la censura o la chiusura delle discussioni, anche per vedere fino a che punto arrivavano “i soliti noti”.

Ecco la trascrizione di alcuni dei punti di questo libro, che vi consigliamo caldamente.

Estratto dal libro di Giannuli

Uno dei mezzi utilizzati, quando non si riesce a far chiudere un sito scomodo, è quello di esercitare un “controllo costante sul suo andamento”.

Ci sembra calzante a questo proposito, un caso segnalato da Giacomo Cimetta Goldkorn, nella sia tesi di laurea che qui sintetiziamo. Agli inizi del 2008, presso il sito Soldionline, si era sviluppata un’accesa discussione sul diritto di signoraggio, scatenata da Beppe Grillo, che ne aveva auspicato una forte revisione. Nella discussione, si ergistrarono decine di migliaia di interventi, ma rapidamente emersero 4 soggetti, tre a favore del signoraggio e uno contrario. La parte antisignoraggio si era ben presto dimostrata disorganizzata, non coordinata, e pertanto poco efficace. Mentre la parte maggioritaria aveva ottenuto di ridurre il numero degli avversari isolandoli e aveva dimostrato di “occupare il territorio (virtuale e informatico) dello spazio concesso”.
Questo risultato era stato ottenuto con tecniche particolarmente sofisticate, coordinate e non casuali.
A un certo punto, gli attacchi si concentrarono sul sostenitore più rilevante delle tesi anti signoraggio, che non essendo né giurista né economista, non avrebbe avuto titoli professionali adeguati. In questo modo, si cercava di screditare non più la sostanza delle argomentazioni, quanto la validità del soggetto.
Il dibattito ebbe un epilogo finale particolarmente interessante, perché il gruppo pro signoraggio, volle dare un ulteriore dimostrazione di forza direttamente contro il gestore neutrale del forum, rimproverandogli di aver concesso lo spazio di discussione su un tema così delicato. Infatti uno dei soggetti della parte maggioritaria ha dichiarato di essere un rappresentante della Banca d’Italia, e che avrebbe ipotizzato azioni legali contro il soggetto ospitante il dibattito, ipotizzando informazioni di reato ai danni della banca stessa. Non è dato sapere se entrambe le informazioni fossero vere o meno, ma la rilevanza all’interno della gestione del rischio in caso di guerra delle informazioni, è particolarmente rilevante.

Emerse quindi che i sostenitori del signoraggio erano decisamente organizzati e coordinati: sembra dunque che il soggetto rivelatosi alla fine fosse spalleggiato da altri soggetti (tutelati dal nick anonimo) e che tutti lavorassero probabilmente nella stessa direzione.

In questa sede è importante rilevare come esistano oggi come esistano gruppi organizzati che compiono guerre dell’informazione a tutela di interessi specifici e di istituzioni pubbliche. Non si tratta solo di campagne atte ad influire la scelta dei consumatori. Si tratta al contrario di evitare che si sviluppino dibattiti di carattere prevalentemente etico e che coinvolge pochi settori dell’opinione pubblica ma che potrebbe avere allo stesso tempo un forte impatto.
Infine: attraverso un attenta analisi del gruppo a favore del signoraggio, alcuni partecipanti alla discussione, hanno potuto constatare e ricostruire le mosse di alcuni dei nick name utilizzati. Alcuni di questi avevano costantemente aggiunto e manipolato la voce signoraggio su Wikipedia. Essendo Wikipedia uno dei siti più consultati e che fornisce in tempo reale le modifiche alle diverse voci, è interessante come il gruppo in questione abbia probabilmente influito altri luoghi telematici altamente frequentati.
Internet è oggi uno dei principali terreni della infowar.

Conclusioni.

Per questi motivi purtroppo dobbiamo chiudere le libere discussioni e mettere un filtro preventivo di approvazione dei commenti. In altre parole, da oggi potete postare dei commenti, che però saranno soggetti alla nostra preventiva approvazione.
Va da sé se elimineremo tutti i commenti fuori tema (uno splendido esempio lo trovate nell’ultimo post, in cui abbiamo reclamizzato il libro della Randazzo. Dopo pochi commenti ordinari di alcuni lettori è apparso il solito MDD che ha piazzato lunghissimi commenti col taglia e incolla per deviare come al solito la discussione).
Ovviamente MDD non è il solo ad usare questa tecnica.

Nei prossimi articoli descriveremo in dettaglio gli attacchi più sofisticati che abbiamo dovuto subire ad opera di diverse persone.


Suddivisione del testo di Giannuli.
Il testo è diviso in due parti:

- la prima, più elementare, è rivolta ad un pubblico alle prime armi e, dopo un breve capitolo storico, descrive le attività informative e le operazioni speciali dei servizi segreti;
- la seconda parte riguarda, invece il ruolo crescente dei servizi segreti nel Mondo. Quindi i nuovi tipi di guerra e le nuove sfide. Molta attenzione è dedicata al tema della guerra economica ed alla convergenza fra i servizi segreti statali e quelli privati delle multinazionali nel mondo dell’ipercapitalismo finanziario, quindi alla trasformazione dell’idea stessa di guerra che non è più riducibile al solo aspetto militare. Gli studi strategici, ormai intrecciano senza soluzione di continuità i dati militari con quelli politici, economici, sociali, finanziari, tecnologici ecc. e prendono in considerazione modelli operativi che mescolano indifferentemente i vari piani (dall’uso del terrorismo alle manovre di destabilizzazione finanziaria, dall’appoggio alla criminalità ed alla pirateria all’aggressione batteriologica o informatica) secondo le dottrine della “guerra asimmetrica”.

L’esito finale è il profilarsi del pericolo di una guerra coperta, asimmetrica, globale che ci obbliga a rivedere tutte le nostre chiavi di lettura politiche.

Il libro si conclude con un appendice che invita ad applicare queste nozioni alla tranquilla, rituale lettura mattutina del giornale, insieme alla colazione: “Cappuccino, brioche ed intelligence” riporta alcune notizie uscite di recente sulla stampa proponendone possibili letture alternative, un po’ più maliziose. Il giornale letto come lo leggerebbe l’operatore di un servizio segreto. Beninteso: lo scopo non è quello di dire come effettivamente siano andate determinate vicende, ma quello di “leggere il giornale con gli occhiali dell’intelligence”, cioè come le leggerebbe un operatore del settore mettendole in relazione con altre notizie precedenti e spesso dimenticate.
Un gioco intellettuale che, però, può servire a renderci un po’ più pronti a misurarci con una realtà che cambia e nella quale i servizi segreti hanno un ruolo sempre maggiore.

FONTE: http://paolofranceschetti.blogspot.com/

martedì

COMUNICATO AI LETTORI

Ai lettori del blog nuovaenergia
(comunicato aggiornato in data 15 maggio)

Come già comunicato, abbiamo provveduto ad effettuare denunce alla Polizia Postale contro i siti che sottraggono materiale ai blog allo scopo di dileggiare e diffamare gli autori.
Ci siamo resi conto di quanto questo problema attanagli non pochi blogger. Leggendo il forum di Google si trovano molti casi del genere, e anche diverse richieste di aiuto. Ad esempio, leggiamo:
"Salve. Il mio blog l'ho creato per diffondere le mie idee e le notizie che trovo interessanti. Dunque chiunque può copiare, ovviamente preferisco che il mio blog sia citato. Purtroppo c'è un tipo che ha aperto un blog solo per copiare tutti i miei post e tutti i posti di altri blog amici, ci insulta e ci diffama, ecc. Persino il titolo del suo blog è quasi uguale ad uno dei blog dei miei amici. Per favore mi-ci puoi consigliare cosa fare?" (tratto dal forum di assistenza blogger di Google http://www.google.com/support/forum/p/blogger/thread?tid=4333ef8c8ca78431&hl=it per leggere altri casi andare ai link http://blog.solignani.it/2002/12/11/diffamazione-via-internet/
http://www.google.com/support/forum/p/blogger/thread?tid=34304ad22632f78f&hl=it
http://www.google.com/support/forum/p/blogger/thread?tid=48cec4f3e5ec33f7&hl=it).
Abbiamo notato che questo appello (come altri: http://www.google.com/support/forum/p/blogger/thread?tid=48cec4f3e5ec33f7&hl=it) non ha ricevuto alcuna risposta, e questo fa capire che i blogger non ricevono attualmente da Google la necessaria protezione contro chi infrange le leggi che proteggono il diritto al rispetto della dignità personale.
Noi consigliamo di non limitarsi a segnalare il reato a Google ma di sporgere denuncia alla Polizia Postale della propria città. Per trovare l'indirizzo andare al link: https://www.denunceviaweb.poliziadistato.it/polposta/wfsceltasito.aspx
Il servizio di hosting che ospita il blog non è responsabile dei reati commessi perché la responsabilità penale è personale, ma "a carico del provider, comunque, esistono obblighi di informazione e comunicazione, essendo egli tenuto senza indugio a informare l’autorità giudiziaria o amministrativa, qualora sia a conoscenza di presunte attività o informazioni illecite riguardanti un suo destinatario del servizio e a fornire, su richiesta delle medesime autorità, le informazioni in suo possesso atte a consentire l’individuazione del destinatario del servizio, al fine di prevenire attività illecite" (fonte: http://brunosaetta.it/diritto/diffamazione-online.html).
Noi abbiamo informato Google delle denunce, e faremo ciò che è possibile per risolvere questo problema, inducendo a rispettare le leggi vigenti, e proteggendo i diritti di chi desidera soltanto esprimersi attraverso uno spazio web.

Grazie a tutti

Associazione ESPAVO


Immagine dell'Atto di Denuncia